Presa la gang terrore della movida Il gip: «Volevano solo fare male»

14 Novembre 2024

Arrestati cinque 18enni nordafricani: perseguitavano i passanti in centro, anche con mazze e coltelli Contestato il reato di associazione per delinquere: «Con la forza del gruppo incutevano paura»

PESCARA. Erano diventati l’incubo della movida davanti alle discoteche, agli stabilimenti della riviera e ai locali più frequentati dai giovanissimi. Con mazze e coltelli spaventavano i loro coetanei, minacciandoli e picchiando chiunque gli passasse davanti. Chiunque poteva diventare la vittima di quel gruppetto di giovanissimi diventato una associazione a delinquere, spinta dal «mero desiderio di far male al prossimo», scrive il gip Mariacarla Sacco. Sono scattati ieri mattina, poco prima dell’alba, gli arresti in carcere per cinque ragazzini di origine nordafricana. La loro età supera appena i 18 e i 19 anni. Ma il loro curriculum già segna episodi spaventosissimi. L’accusa del pm Gennaro Varone, titolare del fascicolo, contesta ai cinque ragazzi delitti di estorsione, atti persecutori e, infine, associazione a delinquere «finalizzata alla commissione di più reati di violenza privata, minaccia aggravata, percosse, estorsioni». Una lunga indagine condotta dai poliziotti della squadra mobile di Pescara, guidati dal dirigente Gianluca Di Frischia e dal vice Mauro Sablone, (durante l’esecuzione c’è stato anche il supporto della squadra mobile di Chieti e del commissariato di Vasto) che è riuscita a smascherare l’incubo della movida pescarese: uno dei malviventi, ieri mattina, aveva cercato di nascondersi dentro l’ex stabilimento balneare Tortuga, al confine tra Pescara e Montesilvano. Gli altri sono stati trovati nelle zone di Montesilvano e nel Chietino.
il terrore in estate I reati contestati ai ragazzini sono stati riscontrati principalmente ad agosto, mese in cui la riviera è frequentatissima e i giovani riempiono le discoteche sul lungomare. Qui partivano le «scorribande» organizzate, per riprendere le parole del gip, in cui i cinque nordafricani terrorizzavano le vie del centro cittadino: la gang incubo della movida si spostava dai giardinetti della stazione dei treni, alla Nave di Cascella, piantonandosi poi davanti al McDonald’s della riviera e scagliandosi contro i passanti. Vittime scelte senza un motivo ben specifico e su cui si fiondavano, «avvalendosi della forza del gruppo, talvolta armati anche di mazze e coltelli».
il fatto più grave La gang entrava in azione soprattutto nelle ore notturne, approfittando dell’affluenza e del caos del centro. Tra gli episodi più gravi, le continue estorsioni su un ragazzo a cui il gruppetto aveva rubato il telefonino: il branco chiedeva soldi in cambio per riaverlo. Il ragazzo, di età più grande di loro, passava quotidianamente lungo una via della stazione per esigenze lavorative. E qui, a terrorizzarlo c’erano i cinque giovani che si accanivano ripetutamente su di lui con condotte vessatorie, minacce, spintoni in cui spesso comparivano anche mazze e altri oggetti pericolosi. Scene di paura e terrore, un vero e proprio stalking a cui si aggiungeva anche il bullismo, che hanno generato nella vittima (sconosciuta ai malviventi) un grave stato d’ansia.
«GRUPPO UNITO»I ragazzini minacciavano e perseguitavano i passanti con un solo obiettivo «far male al prossimo». Erano, come scrive il gip, «un gruppo unito, pronto a vessare occasionali passanti». E ancora: «Una non occasionale riunione degli indagati per l’esercizio sul territorio di programmare azioni di gruppo contro l’incolumità ed il patrimonio dei consociati più deboli». Le attività di monitoraggio e controllo da parte della squadra mobile non si fermano: certi che ci siano ancora altri responsabili e che il gruppetto del terrore sia di più ampie dimensioni.
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