Preso dopo l’accoltellamento E il prefetto potenzia i controlli

Dopo la cattura lampo del rapinatore, un neo 18enne di origini tunisine, scatta il vertice sicurezza I ringraziamenti di Ferdani e del sindaco Masci alla polizia: «Una risposta immediata e concreta»
PESCARA. Il coltello l’ha usato due volte, prima per tentare di tagliare la tracolla del borsello che aveva intenzione di rubare a un 21enne a spasso sotto i portici di via Parini, e poi per accoltellare il proprietario stesso che aveva reagito di fronte a quel tentativo di furto. Ha 18 anni, origini tunisine e fino a due giorni fa era incensurato, il ragazzo bloccato dai poliziotti a tempo di record lunedì pomeriggio e poi sottoposto a fermo con l’accusa di rapina aggravata. Un’operazione lampo che ieri è stata al centro della riunione di coordinamento delle forze di polizia presieduta dal prefetto Flavio Ferdani e a cui hanno partecipato il questore Carlo Solimene, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza. «Una risposta concreta di sicurezza pubblica per il territorio e i suoi cittadini», si legge nella nota della Prefettura in cui il prefetto ringrazia questore e polizia di Stato. Una risposta anche alla città, ancora scossa dall’omicidio del 16enne Christopher Thomas Luciani, ucciso lo scorso 23 giugno da due coetanei con 25 coltellate nel parco Baden Powell di via Raffaello. Ma a fronte di questo nuovo episodio, dove solo per un caso la vittima dell’aggressione si è salvata dopo la coltellata all’addome (in ospedale è stato dimesso con una prognosi di 14 giorni), nel corso della riunione di ieri in Prefettura è stato deciso un ulteriore potenziamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine e della polizia locale, «con particolare riferimento alla prevenzione e al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché dei reati predatori per garantire alla città un’estate in sicurezza».
Lunedì pomeriggio un 21enne di origini brasiliane residente nel Pescarese è stato accoltellato in pieno centro, intorno alle 17, tra i portoni dei palazzi eleganti e le vetrine delle boutique, non per un regolamento di conti o per questioni legate allo spaccio. Non è stata una questione «tra di loro», ma una rapina ai danni di un passante notato per il suo borsello di marca e accoltellato all’addome per aver opposto resistenza. Decisivo, per consentire prima ai poliziotti della Volante diretti da Pierpaolo Varrasso e poi alla Mobile coordinata da Gianluca Di Frischia per portare avanti le indagini e arrivare alla ricostruzione di fatti e presunte responsabilità, la testimonianza dell’amico della vittima e le immagini delle telecamere di un negozio vicino. A quel punto i poliziotti che quotidianamente tengono sotto controllo le zone calde del centro, tra il terminal bus della stazione e piazza Primo maggio, sono andati dritti lì. E proprio nell’area del terminal bus hanno trovato il presunto responsabile. Inizialmente si parlava di due aggressori, ma poi, da quanto ricostruito, è emerso che il complice aveva invece tentato di far desistere il 18enne che ha proseguito da solo la rapina finita nel sangue. Dai successivi riscontri degli investigatori è emerso poi che il ragazzo, divenuto maggiorenne da poco, aveva un permesso di soggiorno come minore e risultava senza fissa dimora, motivo per cui, con il rischio di perderne le tracce, è stato sottoposto a fermo. Ritrovati tra i cespugli vicino ai portici, anche il coltello e il borsello.
«Ringrazio la polizia, il questore e il prefetto per la risposta immediata che è stata data a seguito dell'accoltellamento di lunedì in centro», commenta il sindaco Carlo Masci. «Una risposta repentina ed efficace, a dimostrazione di una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio. Grazie a loro, Pescara è una città con un sistema di protezione che funziona. E ci conforta che il sistema di videosorveglianza contribuisca a far sì che le situazioni delittuose vengano risolte in pochissimo tempo. Il mio auspicio», va avanti Masci, «è che si riesca ad andare oltre, ad esempio per la presenza di extracomunitari che seguono percorsi di accoglienza e che, una volta approdati in città, rischiano di cadere nelle maglie della microcriminalità e nella rete dello spaccio: per questo ho chiesto al Prefetto la convocazione di un nuovo tavolo per la sicurezza».

