Profughi, scatta il piano delle vaccinazioni

11 Marzo 2022

Si presentano negli hub per tamponi e dosi, li accompagnano i parenti che li hanno accolti in Abruzzo

PESCARA. È già partito il grande piano sanitario per fronteggiare l’ondata di profughi in arrivo dall’Ucraina in guerra. Da tre giorni si stanno effettuando infatti i tamponi al momento dell’identificazione negli hub vaccinali. Mentre da ieri per gli ucraini è partita anche la campagna di vaccinazione contro il Covid e non solo. Questo perché la pandemia non è ancora finita e perché l’Ucraina ha soltanto il 35% di popolazione protetta con il siero.
IL TAMPONE
«Si sta procedendo a identificare tutti i profughi e a eseguire loro il tampone. Ieri mattina, solo a Pescara, sono stati circa 60», spiega Alberto Albani, referente regionale per le maxi emergenze sanitarie e componente dell’unità di crisi regionale allestita dal governatore e commissario per la gestione dell’accoglienza Marco Marsilio. «Negli ultimi due giorni sono stati 15 i profughi risultati positivi in tutto l’Abruzzo sulle centinaia che hanno fatto il test», continua Albani, «sono stati tutti posti in isolamento così da mettere in sicurezza sia la cittadinanza che gli stessi ucraini. Questo, ancora prima che entri a pieno regime il sistema informatico che stiamo allestendo in queste ore per la gestione dei grandi numeri».
Continua l’esperto, che in questi giorni sta partecipando a diverse riunioni organizzative per la gestione dell’accoglienza: «Ai profughi viene dato il tesserino Stp, quello per stranieri temporaneamente presenti, con cui possono avere assistenza sanitaria gratuita», continua Albani, «ovviamentecon questo possono ricevere il vaccino anti-Covid e gli altri vaccini di routine».
IL VACCINO
«Una parte di chi arriva dall’Ucraina è già vaccinata, ma ha bisogno della terza dose booster; altri non erano vaccinati e hanno richiesto la dose, che abbiamo cominciato a somministrare, qualcuno non la vuole ricevere», aggiunge Albani. Per chi non è vaccinato e non intende farlo le indicazioni, ribadite ieri dal presidente del Consiglio Mario Draghi, sono chiare: tampone ogni 48 ore.
In prima linea anche il responsabile regionale per la campagna di vaccinazione Maurizio Brucchi che interviene sulla questione, lanciando un appello agli ucraini già integrati in Abruzzo che stanno accogliendo e ospitando parenti e amici in fuga dalla guerra: «Accompagnateli negli hub vaccinali. Le porte sono aperte e non c’è bisogno di alcuna prenotazione».
ALBERGHI APERTI
Nel frattempo, mentre la macchina regionale dell’accoglienza scalda i motori ed è in definizione un protocollo specifico da parte della Protezione civile regionale, gli alberghi abruzzesi hanno già aperto le loro porte ai profughi in arrivo. Lo ha detto lo stesso Albani: «Ringrazio gli albergatori, a partire dall’associazione Federalberghi, per la grande disponibilità che hanno già dato. Abbiamo più posti a disposizione di quanti siano i profughi già arrivati». (l.t.)