«Promozioni Asl, danni per 100 milioni di euro»

Il sindacato Fials: superdirigenti nominati alla vigilia del voto e 60 capisala abusivi D’Amario: cifra irreale, l’azienda sta cambiando assetto secondo le nuove norme
PESCARA. Il danno complessivo, stimato dalla segreteria provinciale della Fials (Federazione autonomie locali e sanità), «ammonta a circa 100 milioni di euro» tra i superdirigenti nominati alla vigilia delle elezioni, i 60 capisala abusivi, le 40 indennità di posizione destinate ai funzionari e i tre concorsi per collaboratori amministrativi, coadiutore amministrativo e accalappiacani, questi ultimi bollati dai sindacati come «parziali e illegittimi».
A denunciarlo, ieri mattina, in un incontro nella sede di via Del Circuito, sono stati Gabriele Pasqualone (segretario provinciale Fials) e Piero Piermattei (responsabile regionale Confsal). I responsabili sindacali hanno puntato il dito contro i provvedimenti autorizzati nelle ultime settimane dal direttore generale della Asl di Pescara Claudio D'Amario.
Ma il manager D’Amario non ci sta perché, come spiega: «Non capisco, intanto, da dove esca fuori quella cifra stratosferica e poi alla Asl non c’è nessun abusivismo ma solo una rimodulazione dell’assetto che riguarda i caposala ma tutto è trasparente e secondo le norme». «Siamo perplessi», ha detto Pasqualone durante l’incontro, «in particolare per l’assegnazione di incarichi e promozioni ad alcuni dirigenti che hanno portato la Asl ad affrontare contenziosi con la giustizia. Ma nonostante questo sono stati premiati con un’indennità aggiuntiva, divenendo coordinatori di macroaree». Il riferimento è ai superdirigenti Valerio Cortesi, neocoordinatore dei tre ospedali di Pescara, Penne e Popoli, Francesca Rancitelli, nominata coordinatrice dello staff e Vero Michitelli, divenuto direttore del dipartimento di gestione e sviluppo risorse umane. Incarichi che, invece, per D’Amario hanno rispettato le norme e che «riguardano il nuovo assetto dell’azienda. Dappertutto c’è un coordinamento di staff, una figura approvata dal ministero della salute». Ai tre si aggiungono poi gli incarichi per Alberto Cianci, alla guida della direzione amministrativa del dipartimento di Prevenzione, e Lucia Romandini, a capo delle aree distrettuali.
Fials e Confsal hanno inoltre avanzato dubbi sui nomi dei 40 funzionari assegnati a posizioni organizzative, premiati con un’indennità aggiuntiva di circa 6.000 euro all’anno a testa, ma anche questi finiti al centro di provvedimenti disciplinari. Secondo D’Amario, invece, tutto rientrerebbe in un passaggio da un vecchio a un nuovo assetto che ha i suoi tempi da rispettare. «Nomine alla vigilia delle elezioni? La Asl ha una sua vita aziendale», rimarca D’Amario, «che è distante da quella della politica». L’elenco del sindacato prosegue passando in rassegna l’annosa vicenda dei 60 coordinatori degli infermieri (i cosiddetti coordinatori facenti funzione), che grazie a un incarico affidato per lettera e senza concorso si ritrovano sulla busta paga un’indennità di 139 euro al mese in più. Dubbi sono stati avanzati sui concorsi per collaboratore amministrativo «poiché il regolamento interno della Asl vieta ai membri della commissione di giudicare i rispettivi sottoposti», per i requisiti dei due posti da accalappiacani e, infine, per l’elenco riservato alle persone disabili, da inquadrare come coadiutori amministrativi. (y. g.)
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