Pronto il piano per sistemare la pista ciclabile sul lungofiume

5 Novembre 2020

PESCARA. Rifiuti ingombranti scaricati a cielo aperto. Una baraccopoli, nascosta dalla vegetazione, dotata di casupole e orti a servizio e arredata di tavoli e sedie. Una stalla con tanto di cavalli....

PESCARA. Rifiuti ingombranti scaricati a cielo aperto. Una baraccopoli, nascosta dalla vegetazione, dotata di casupole e orti a servizio e arredata di tavoli e sedie. Una stalla con tanto di cavalli. Il tutto nel buio pesto per via del mancato funzionamento dell'impianto di pubblica illuminazione con i cavi tagliati a causa del furto di rame. È la fotografia della situazione di degrado nella quale si trova la pista ciclabile che costeggia il lungofiume. A scattarla è Armando Foschi, presidente della commissione Sicurezza e mobilità. Il tracciato è in una condizione «inaccettabile», commenta, «per un percorso ciclopedonale straordinario e unico sotto il profilo ambientale, visto che costeggia tutto il fiume, un’oasi naturale in mezzo alla città, dal ponte D’Annunzio fino allo stabilimento Fater in via Raiale. Però, da anni quella pista non è fruibile». Il consigliere della Lega annuncia una serie di azioni, a cominciare dalla costituzione di una task force operativa per la riqualificazione della pista. «Mentre gli uffici tecnici completano l’acquisizione al patrimonio comunale dei 3.642 metri lineari di pista», evidenzia «la polizia municipale, con il comandante Danilo Palestini, provvederà a una verifica sulla legittimità edilizia dei ruderi e delle stalle individuate lungo il percorso, con dentro i cavalli. Se dovesse trattarsi di costruzioni abusive, si procederà al loro sgombero e alla relativa demolizione».
Per la gestione ordinaria annuale, Ambiente Spa ha presentato un preventivo da 65mila 630 euro che include le attività di spazzamento settimanale, la pulizia di caditoie e tombini e la manutenzione del verde a cadenza mensile, a cui si deve aggiungere un intervento iniziale per lo spazzamento complessivo dei 5 tratti di pista e la prima manutenzione del verde, con sfalcio dell’erba, taglio e risagomatura delle siepi.
Sul fronte della gestione straordinaria, invece, «la rimozione degli scarti edili e dell’amianto va affidata a ditte esterne, in quanto pattume pericoloso», specifica Foschi. Tutte le attività future per il recupero del tratto verde sono strettamente connesse all'acquisizione al patrimonio del Comune della pista ciclabile dalla Provincia di Pescara «che la cede perché, per carenza di fondi, non riesce a far fronte alla sua manutenzione», fa sapere il presidente di commissione. «La proprietà dei terreni è del Genio Civile con cui si firmerà il verbale di consegna delle aree non appena verrà formalizzata dal Comune la polizza di garanzia dei canoni da versare, oltre al canone del 2020 e all’impegno di spesa per le annualità successive, procedura che dovrebbe chiudersi entro fine novembre».
Con l'obiettivo di rendere il tracciato fruibile entro l'inizio del 2021, Foschi avverte, «attendiamo il passaggio formale della concessione e già per dicembre potremo andare a verificare i primi interventi sulla pista».
Marcella Pace
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