Quattromila persone senz’acqua Il sindaco: è emergenza sanitaria

Ferragosto da incubo per i residenti della Marina, nonostante il punto di raccolta aperto dal Comune Rubinetti a secco per oltre 48 ore anche per 25 anziani della Rsa angolana. Perazzetti: è inammissibile
CITTÀ SANT’ANGELO. È stato un Ferragosto infernale per almeno 4mila angolani residenti alla Marina, colpiti da una pesantissima crisi idrica che ha lasciato tutta la zona bassa del territorio completamente senz'acqua già da venerdì sera.
Una crisi che, come ha detto il sindaco Matteo Perazzetti, apparso esausto dopo 48 ore passate tra le lamentele degli utenti e il dialogo con Aca «è diventata non solo idrica ma anche sanitaria». Questo perché, l’interruzione della fornitura ha tolto ai cittadini non solo la possibilità di farsi una doccia, ma anche quella di utilizzare i servizi igienici. «Abbiamo una Rsa con almeno 25 anziani all’interno, che da venerdì non ha l'acqua. Siamo stati costretti a portare, con un modulo della Protezione civile, dell’acqua in un’abitazione di un diversamente abile in via Sorripe. Ci sono persone allettate, altre che si trovano in terapia. Non è possibile lasciarle in questo stato», spiega il primo cittadino che, ieri mattina, ha scritto una lettera all’Aca, dopo aver ricevuto centinaia di telefonate di protesta dai cittadini, per chiedere la risoluzione della problematica per gestire quella che viene definita «un’emergenza assoluta».
Una lettera che è stata inviata anche al prefetto di Pescara Giancarlo Di Vincenzo. Perazzetti poi, con un lungo post ha ricostruito gli accadimenti di queste ultime 48 ore: «Venerdì pomeriggio il Ruzzo ha comunicato la riduzione di 40 litri al secondo nella fornitura. Sabato mattina, con una seconda comunicazione, la portata è stata ridotta a 25 litri. A quel punto ho deciso di attivare il Coc, individuando la scuola Fabbiani come punto di raccolta acqua per le persone in difficoltà. Dopo un pomeriggio caratterizzato da ulteriori riduzioni, sabato mattina dalle 7.30 inizia il tam tam di messaggi che segnalano il mancato ritorno dell’acqua, contrariamente a quanto stabilito. Nonostante qualche timido segnale, anche con il passare delle ore di acqua se ne vede pochissima, motivo che ci ha spinto a mantenere aperti sia il Coc, sia la scuola Fabbiani. Sempre nel pomeriggio di Ferragosto abbiamo segnalato ad Aca tutte le località in cui l’acqua non è mai tornata». E va avanti: «Questi sono i fatti di un'emergenza che ha colpito quando non doveva colpire. Posso dire che in questi giorni mi sono sentito lasciato solo. Con il mio staff, la Protezione civile Modavi, Croce angolana, polizia municipale e Alpini abbiamo passato un Ferragosto a rispondere alle telefonate e a prenderci le parole di gente giustamente esasperata. Ci abbiamo messo la faccia, al contrario di chi avrebbe dovuto farlo. Quello che accaduto e sta continuando ad accadere è inammissibile: lasciare migliaia di persone senz’acqua, nel picco della stagione estiva, è un qualcosa che non può essere accettato e che richiede interventi rapidi e spiegazioni».
Poi però si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: «Certo è che, se noi ci attiviamo per far portare l’acqua con le autobotti e solo 25 persone vengono a prelevarla, qualcosa che non va c’è anche qui. I social esplodono di lamentele, poi però quando si trova una piccola soluzione si preferisce rimanere a casa davanti al pc piuttosto che venire con le taniche a raccogliere l'acqua».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

