Quelli del sì: in bici si può fare anche la spesa

24 Gennaio 2018

«Solo a Pescara c’è tanta ostilità contro le due ruote». «Però adesso sistemassero anche gli stalli»

PESCARA. Ci ha provato, il fronte del sì alla pista ciclabile, a convincere gli scettici, tra cittadini e commercianti che ieri protestavano pacificamente in strada. Ma il risultato è stato vano. Gabriele Ferri, residente in zona stadio, manubri stretti tra le mani e berretto protettivo in testa, non ha mollato un attimo la sua due ruote: «Condivido le perplessità di residenti e commercianti della zona. Capisco che i cambiamenti fanno paura, ma da qualche parte bisogna iniziare. Forse l'amministrazione dovrebbe ampliare la campagna di comunicazione sull'uso del mezzo leggero che non è detto sia un limite per il commercio, come accade in altre città europee. Forse servirebbe a placare gli animi». Ivano Angiolelli, ex direttore di banca, racconta di aver vissuto in diverse città, tra cui Ravenna, ma di non aver mai trovato tanta ostilità alla due ruote come Pescara.
A una negoziante che gli faceva notare come solo l'auto può salvare il commercio, Angiolelli ha risposto: «Mia moglie ha 70 anni e gira in bici tutta la città. Sui cestini trasporta la spesa e le bottiglie dell'acqua. Non ha bisogno dell'auto per caricare merce, come le coperte da portare in lavanderia, che si possono trasportare in bici, chiuse nelle buste e legate al manubrio. Considerate che le vostre attività potrebbero rifiorire senza traffico e senza smog». Arriva la consorte del bancario in pensione, Andreina Frattarelli, in sella a una bici superaccessoriata con cestini portaspesa davanti e dietro il mezzo. «Dentro i cestini metto tutto, la bici è comoda. In viale Muzii, con la pista ciclabile, spero arrivino anche gli stalli, altrimenti siamo costretti sempre a legare le bici agli alberi». (c.co.)