«Ragazzi, battete la mafia Con il vostro impegno si può cambiare l’Italia»

24 Marzo 2023

Il sopravvissuto della strage di Capaci incontra quattrocento studenti L’appello lanciato ai giovani: fate terra bruciata intorno ai criminali

PESCARA. «Fate terra bruciata alla mafia anche solo parlandone perché già parlandone teniamo lontana questa erba brutta che sta mortificando tutti. Voi ragazzi siete il futuro, solo con voi si può cambiare l’Italia». Con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione, Giuseppe Costanza, l’autista di Giovanni Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci, ha parlato ieri mattina a 400 studenti delle scuole superiori pescaresi. E lo ha fatto in un incontro, organizzato all’auditorium Flaiano dal Premio nazionale Borsellino, nell’ambito della giornata dell’impegno e della memoria contro le mafie. «Oggi», ha detto Leo Nodari, promotore del Premio, «ricordiamo 1.300 vittime di mafia. Fra loro anche semplici cittadini e persino bambini». Senza mai distogliere lo sguardo dai giovani, Costanza ha ripercorso gli 8 anni al fianco del magistrato e dell’uomo Giovanni Falcone, soffermandosi su alcune circostanze dal fallito attentato all’Addaura del 29 giugno del 1989, alla mancata nomina di Falcone a capo dell’Ufficio Istruzione al Tribunale di Palermo a quando una settimana prima della strage il giudice stesso gli disse che sarebbe diventato il nuovo procuratore nazionale antimafia per arrivare a quel 23 maggio 1992 quando la Fiat Croma su cui viaggiavano Falcone, la moglie Francesca Morvillo venne fatta saltare in aria. Lui si salvò perché quel giorno era seduto dietro. Alla guida c’era il magistrato. «Ad un certo punto», ha raccontato, «ha spento la macchina in movimento, tirando fuori le chiavi dal quadro per darmele. E questo suo gesto impensabile mi ha salvato la vita. Se sono vivo, è grazie a lui». Quindi, ha parlato della mafia, sottolineando che «a quella vera» ci si deve ancora arrivare. «Si dice che è stata la mafia ad uccidere Falcone, ma di quale mafia stiamo parlando? Di un muratore e di un allevatore? Per poter imbottire un’autostrada, ci vogliono persone tecnicamente preparate. Io ritengo che ci siano altri responsabili. E poi perché, chiedo, fare l’attentato a Palermo, quando lui a Roma si muoveva liberamente? Fatto a Palermo è un depistaggio. La vera mafia la dobbiamo ancora individuare. Bisogna andare a scovare chi ha avuto tanta paura della nomina di Falcone a procuratore antimafia». Quindi, un nuovo appello ai ragazzi a non dimenticare: «Io oggi ho 76 anni e non posso sperare di vivere chissà quanto. Ma voi ricordatevi di tutto».
In platea, oltre agli studenti, c’erano anche il vice prefetto vicario Gaetano Losa, il questore Luigi Liguori, il magistrato della Anm Barbara Del Bono, il comandante provinciale dei carabinieri Riccardo Barbera, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che ha sostenuto la proposta di legge che riconosce il premio Borsellino patrimonio dell’Abruzzo, il sindaco Carlo Masci, Daniela Puglisi dell’Ufficio scolastico regionale, il maggiore della guardia di finanza Guido Angelilli. Da parte di tutti, l’invito ai ragazzi a fare le scelte giuste, senza farsi ingannare dalle mafie. «Voi siete le staffette di questo nuovo mondo», ha detto Masci, «vi consegniamo il testimone di un mondo che non deve solo ricordare gli eroi, ma fare in modo che le loro idee proseguano».