Rapina in banca con la mascherina:preso dopo un inseguimento a piedi

Il bandito, già autore di altri 7 raid simili, ha agito armato di pistola giocattolo ed è fuggito con 90 euro Un carabiniere in congedo non lo ha perso di vista in strada e poco dopo i poliziotti lo hanno arrestato
PESCARA. Sicuramente sperava di portare a casa qualcosa in più e immaginava che filasse tutto liscio. E invece si è dovuto accontentare di appena 90 euro il balordo che ieri mattina ha rapinato la filiale Ubi Banca di via Nicola Fabrizi e, per di più, è stato arrestato subito dopo.
Mentre fuggiva sotto gli occhi di diversi cittadini che si sono rivolti subito al 113 e hanno fatto intervenire la polizia, qualcuno lo ha inseguito e il caso ha voluto che in zona ci fosse un carabiniere in congedo che non si è fatto scappare il malvivente, per cui all'arrivo della pattuglia della squadra volante non è stato difficile individuarlo e prenderlo. E' un 40enne bolognese, P.D., rapinatore seriale, sottoposto alla detenzione domiciliare a Mosciano Sant'Angelo, che ha anche provato a sfuggire agli agenti ma non ci è riuscito. Proprio il personale della squadra volante, diretto da Paolo Robustelli, ripercorre quei minuti, piuttosto concitati, con la corsa e l'inseguimento tra via Nicola Fabrizi e piazza Primo maggio.
E' accaduto tutto prima delle 11, quando il quarantenne si è presentato in banca. Nessun travestimento particolare per sfuggire alle telecamere: l'uomo si è limitato ad indossare la mascherina anti-Covid ed è entrato in banca con una pistola, che successivamente è risultata un'arma giocattolo senza tappo rosso, fedele riproduzione di una semiautomatica. L'ha usata per minacciare il personale e per farsi consegnare il denaro disponibile, e sicuramente non immaginava a una cifra così bassa: un cassiere ha messo in una busta 90 euro e l'ha data al rapinatore, che si è allontanato di corsa. Non è passato inosservato e in piazza Salotto chi si è accorto di quella presenza anomala ha telefonato subito al 113 per far intervenire la polizia. Nel frattempo, qualcuno si è anche dato da fare per non far sparire quell'uomo nel traffico, ostacolandone la fuga. E un carabiniere in congedo lo ha inseguito e ha fatto in modo di non perderlo di vista per cui all'arrivo delle pattuglie il quarantenne si è ritrovato con le spalle al muro, nel tratto di corso Umberto che porta a piazza Primo maggio. Ha provato a opporsi e ha tirato fuori la pistola, ma non è servito a granché, e poco dopo si è scoperto che aveva con sé anche i soldi appena ottenuti in banca.
Una volta portato in questura, è emerso anche altro e cioè che non poteva uscire di casa, essendo sottoposto da qualche mese alla detenzione domiciliare in provincia di Teramo, e che ha precedenti esattamente dello stesso tipo, visto che ha messo a segno almeno altre sette rapine con modalità identiche a quelle di ieri in diverse filiali bancarie della provincia di Bologna. Inevitabile l'arresto, per P.D.: è finito in carcere per rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale ed evasione, in attesa dell'udienza di convalida (è difeso dall'avvocato Gianluca Polleggioni). I due poliziotti che hanno avuto a che fare con lui e il carabiniere in congedo si sono fatti medicare in ospedale, al pronto soccorso.
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