Reati in crescita, più furti e rapine Il questore: «Ma ci siamo sempre»

Aumentano anche le chiamate alla sala operativa e gli arresti, boom di denunce per atti persecutori Liguori: «Non siamo contro la movida ma la vogliamo in sicurezza». Locali vietati ai giovani violenti
PESCARA. Non è solo un motto. “Esserci sempre”, frase simbolo della polizia, significa garantire la presenza in città «in maniera concreta», e significa «lavorare di più, quando serve». In provincia di Pescara i poliziotti «hanno interpretato il concetto in maniera eccezionale e di questo li ringrazio». Nel 170esimo anniversario della fondazione della polizia, che «non è una festa ma una ricorrenza», il questore Luigi Liguori ha assicurato ad una sala gremita dell’Aurum che la polizia c’è, a Pescara.
AUMENTANO I REATI
Lo dimostrano i numeri dell’ultimo anno, con quasi 73mila chiamate ricevute dalla sala operativa, 5.369 interventi effettuati, 119.616 persone controllate e 212 arresti (il 16% in più rispetto all’anno precedente). Numeri che si inseriscono in uno quadro generale solo lievemente diverso rispetto al passato perché su questo territorio, in linea con il resto del paese, è stato registrato un incremento dei reati dell’1,9% (da 9.643 a 9.833) e un aumento di furti e rapine.
esserci sempre
Che la polizia ci sia lo dimostra la storia recente di Pescara, a partire dalla individuazione e cattura, domenica scorsa, del 29enne che ha sparato a un giovane cuoco in un ristorante di piazza Salotto solo perché non era soddisfatto degli arrosticini. «Un fatto sporadico ed eccezionale che poteva accadere ovunque», ha fatto notare il questore, e «la paura» scaturita da quei cinque colpi di pistola esplosi per futili motivi era legata al rischio che «potesse accadere di nuovo», essendoci in giro un uomo armato. «Andavano create le condizioni di sicurezza e lo abbiamo fatto con le altre forze di polizia», che sono scese in campo. «Ci siamo stati anche un’altra domenica, il primo agosto dell’anno scorso, quando 10 equipaggi fuori servizio sono intervenuti nella pineta in fiamme. Stessa cosa il 18 luglio e il 17 agosto, con le due evasioni dal carcere di Pescara che si sono concluse con la cattura dei tre fuggiaschi. Poi ci siamo stati durante la pandemia e per i vaccini, e ora con l’ufficio Immigrazione, per accogliere i 1.400 profughi arrivati» dall’Ucraina.
ATTI PERSECUTORI E MOVIDA
Nel bilancio di questo anno, tra la pandemia e la nuova emergenza della guerra, ci sono anche alcuni numeri significativi a livello sociale perché sono aumentati, ad esempio, gli atti persecutori mentre sono diminuiti i maltrattamenti in famiglia e gli arresti per questi reati sono stati 24. Nell’ultimo periodo tra i temi che più hanno infervorato gli operatori della movida e i residenti della zona di piazza Muzii e dintorni c’è quello dei controlli nella zona del divertimento. «Noi non siamo contro la movida, ma vogliamo che si faccia in sicurezza», ha detto a chiare lettere Liguori parlando davanti al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al sindaco Carlo Masci, al procuratore Giuseppe Bellelli, al procuratore aggiunto Anna Rita Mantini e al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. La questura ha contrastato i disordini che hanno disturbato la movida emettendo 24 Daspo Willy per altrettanti giovani, vietando loro di raggiungere le aree di intrattenimento dopo che si sono resi protagonisti di violenze, per evitare «altre scazzottate». E anche questo rientra nell’ “esserci sempre”, «con le due fiaccole del nostro stemma araldico impresse nel Dna», facendo leva «sulla nostra forza, quella della normalità», ha concluso.
In sala, gli studenti delle scuole primarie Don Milani e “11 febbraio 1944” di Pescara e del plesso di Villa Verrrocchio di Montesilvano che hanno applaudito la soprano Chiara Tarquini, accompagnata dal maestro Raffaele Di Berto. E alcuni cittadini virtuosi che hanno ricevuto un riconoscimento.

