Referendum per l’area di risulta: potranno votare anche i 16enni

Il promotore Costantini: è previsto dallo statuto del Comune, doverosa la partecipazione dei giovani E l’iter prosegue, anche dopo che il sindaco Masci ha ribadito la volontà di realizzare la sede regionale
PESCARA. Punta anche sui giovanissimi il consigliere comunale Carlo Costantini, per il referendum sull’area di risulta. L’esponente di Azione – Terzo Polo si è fatto promotore di una proposta per coinvolgere i cittadini di Pescara sul futuro dell’area di risulta. L’obiettivo è di raccogliere almeno cinquemila firme per chiedere al sindaco Carlo Masci di celebrare un referendum consultivo, per far esprimere i pescaresi sull’idea di realizzare la sede della Regione nell’area di risulta, tra corso Vittorio Emanuele, la stazione centrale, il terminal bus e via Piave. Alla consultazione elettorale potrebbero partecipare anche i sedicenni.
«Stiamo preparando la documentazione e a breve daremo tutte le informazioni, sia a chi ha già dato o darà la disponibilità a collaborare all’interno del Comitato promotore, sia a chi è interessato solo a firmare», annuncia Costantini. «Prima di avviare le relative attività dobbiamo terminare di verificare con i competenti uffici la correttezza della documentazione e l’ammissibilità dei quesiti».
L'istanza che verrà inviata al Comune conterrà anche la richiesta di coinvolgimento nella votazione dei residenti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. «Lo prevede lo statuto comunale e lo riteniamo doveroso», spiega ancora Costantini. «I giovani e i giovanissimi devono poter partecipare alla formazione delle decisioni che condizioneranno irreversibilmente il loro futuro». I quesiti al momento elaborati da Costantini sono due. Il primo riguarda la volontà di revocare la delibera e il protocollo d’intesa sottoscritto da Regione e Comune di Pescara che hanno segnato l'inizio del percorso per la realizzazione del palazzo regionale nell’area di risulta. Il secondo quesito estende il tema alla Nuova Pescara, chiedendo se la collocazione debba essere decisa sulla base di una valutazione che tenga conto del territorio di Pescara, Montesilvano e Spoltore messe insieme. Tra le molteplici obiezioni sollevate attorno al progetto, c'è proprio il fatto che nel prendere la decisione l'amministrazione Masci non avrebbe coinvolto né Spoltore né Montesilvano. Un’accusa però rigettata dal sindaco, che oltre ad essere convinto che la collocazione individuata sia la migliore in termini di Nuova Pescara, ha anche evidenziato come Spoltore stia lavorando al piano regolatore, senza chiamare in causa Pescara e Montesilvano. La proposta di Costantini è di chiedere un referendum consultivo, che dovrà essere celebrato obbligatoriamente se verranno raccolte almeno 5 mila firme, ma il cui risultato non sarà vincolante per l'amministrazione. E in effetti il primo cittadino di Pescara nei giorni scorsi ha fatto intendere che al di là dell'esito, il percorso andrà avanti.

