Regione, anche il Consiglio finisce in balìa del Covid

28 Dicembre 2021

Contagiato e ricoverato anche il no vax Cipolletti. Screening per tutti i dipendenti La minoranza non ne approfitta: sceglie il buonismo e fa passare il Milleproroghe

L’AQUILA. Il Consiglio regionale approva il Milleproroghe e sceglie Lorenzo Sospiri, Marco Marsilio e Sara Marcozzi, come grandi elettori da mandare a Roma per votare il nuovo capo dello Stato. Ma è il Covid a dettare i tempi della politica con un effetto a catena che fa slittare tutto di 48 ore rispetto a un programma già risicato. Ai due consiglieri della maggioranza contagiati dal virus, Fabrizio Montepara e Guerino Testa, se n’è aggiunto un terzo della minoranza, Marco Cipolletti, ex 5 Stelle e no vax, ricoverato all’ospedale di Teramo.
Tutti assenti giustificati ma, come accade con i tasselli di un domino, salta la prima commissione consiliare e, di conseguenza, il voto sul Bilancio di previsione da 5 miliardi; scatta anche lo screening a tappeto per i dipendenti regionali in servizio nell’Emiciclo all’Aquila, e il consiglio parte alle 15, con quattro ore di ritardo. Ma alla fine, Sospiri, lo conduce in porto. Da dire, subito, che la minoranza, dando esempio di correttezza politica, non ha sfruttato i momenti di difficoltà in cui il centrodestra si è più volte ritrovato – per la defezione forzata del presidente leghista della Commissione bilancio e del capogruppo di Fratelli d’Italia, e per le assenze temporanee di altri dall’aula –, garantendo il fragile numero legale fissato a 15 consiglieri. Ma Domenico Pettinari (M5S) ha stigmatizzato il comportamento («vergognoso», ha detto) di chi entra ed esce dal Consiglio, come chi si alza continuamente durante un pranzo. E lo stesso ha fatto Silvio Paolucci, capogruppo del Pd, che ha già etichettato il bilancio «la manovra finanziaria del centrodestra priva di programmazione e ricca di dubbi». Un bilancio che oggi, in conferenza stampa con Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia, metterà sulla graticola. Quindi non è detto che, da qui alla mezzanotte del 30 dicembre, termine ultimo per partorire il Bilancio, l’opposizione continui sulla linea del buonismo, anche perché il Natale con i regali è passato e la manovra ha ancora un tallone d’Achille. I revisori, Mario Del Vecchio, presidente, Lucia Romano e Angiolino Di Francesco, non hanno finora dato il via libera. Il sì dovrebbe arrivare in limine litis, cioè domani, sbloccando l’ultimo miglio che la legge di Bilancio deve percorrere. Ma il condizionale è d’obbligo. Torniamo a ieri.
Il consiglio ha innanzitutto approvato l’assestamento al Bilancio di previsione 2021-2023, da inviare alla Corte dei Conti, con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione di M5S e centrosinistra. Ha poi approvato un emendamento al progetto di legge sul miglioramento della mobilità urbana di Chieti. L’emendamento, trasversale, stanzia 400mila euro per risolvere la vertenza tra la società La Panoramica e i lavoratori sul mancato rinnovo degli incentivi del contratto aziendale. È stato presentato da Mauro Febbo (Forza Italia) e sottoscritto anche dal sottosegretario con delega ai trasporti Umberto D'Annuntiis, a nome del governo regionale, e dai consiglieri Marcozzi, Paolucci, Roberto Santangelo e Sabrina Bocchino. Quindi, con voto favorevole della maggioranza e l’astensione delle opposizioni, è passato anche il Milleproroghe, ovvero proroghe urgenti e sostegni economici per norme varie, dagli interventi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione degli edifici alle maggiori competenze all’Aric (Agenzia regionale di informatica e committenza) in tema di forniture delle Asl; dalle risposte alle impugnative di leggi regionali sul Parco regionale Sirente-Velino alla proroga per tutto il 2022 della possibilità per i Comuni di rispondere alle richieste di sanatoria edilizia. E ancora: la proroga, fino al primo gennaio 2023, dei termini per la presentazione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) per i commercianti ambulanti; i chiarimenti sulle procedure di votazione nei Consorzi di bonifica; gli interventi in materia di costruzione di impianti eolici e l’allungamento ad almeno 6 mesi durante l’anno del periodo minimo per l’apertura degli impianti termali.
L’ultimo atto è andato in scena davanti all’urna per i grandi elettori: Marsilio ha ottenuto 15 voti; Sospiri 14, quindi non si è autovotato, come del resto ha fatto Marcozzi con 13 preferenze. «È un onore per me essere stata scelta», ha esclamato la pentastellata.