Regione, passa il rendiconto Scoccia non esce dall’aula: è polemica nella minoranza

4 Agosto 2023

La presenza della consigliera di opposizione decisiva per il numero legale  E alle accuse ribatte: «Non prendo ordini da nessuno, il voto è legato al tema»

L’AQUILA. Il consiglio regionale d'Abruzzo ha approvato ieri a maggioranza il progetto di legge sul rendiconto generale per l'esercizio 2022 con il voto contrario delle opposizioni con la sola eccezione della consigliera regionale del gruppo misto Marianna Scoccia, eletta nelle fila dell'Udc e poi passata in minoranza. Proprio il voto del consigliere e sindaco di Prezza ha causato una serie di scontri in aula con le opposizioni che hanno rimproverato a Scoccia di non essere uscita dall’Emiciclo e di essere stata decisiva nel mantenere il numero legale. «Se ci si siede tra i banchi dell'opposizione, deve votare coerentemente», ha attaccato il consigliere pentastellato Pietro Smargiassi, «mi crea problemi se Scoccia regge la maggioranza di centrodestra anziché mandarla sotto. Vi state prendendo tutti, siamo rimasti in dieci, ma è bene saperlo. È stata più coerente Sara Marcozzi (ex consigliere M5S poi passato al Misto e poi nei giorni scorsi a Fi, ndc) che si è seduta tra i banchi dell’opposizione». Pronta la risposta di Scoccia: «Nella mia vita politica non ho mai preso ordini da nessuno e non li prenderò ora da Smargiassi, le maggioranze sono variegate nel senso che il voto è anche legato al tema. Così si comporta un politico che prima di diventare consigliere è sindaco», ha spiegato Scoccia che poi è uscita contrariata dall'aula.
L'okay al rendiconto è propedeutico all'esame del progetto di legge di assestamento al bilancio di previsione 2023-2025, programmato in prima commissione bilancio per martedì 8 agosto. Il rendiconto accerta un totale di entrate nelle casse regionali per 4.643.584.579,80 di euro. Le spese impegnate ammontano a 4.516.965.756,81 di euro. Secondo quanto si è appreso da fonti maggioranza di centrodestra, l'assestamento non è stato presentato ieri perché la giunta non avrebbe ancora inviato al consiglio regionale tutta la documentazione e poi per alcune divergenze nell'assegnazione delle varie poste da assegnare a comuni e associazioni: divergenze che diventano ancora più evidenti se si considera che ci sarebbero meno fondi a disposizione, proprio ad otto mesi prima delle elezioni.
Critico sul rendiconto il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci: «La revoca dei fondi sulla ferrovia, la stasi della rete ospedaliera, la soppressione del volo per Milano e la mancanza di infrastrutture, l’agricoltura in ginocchio, l’assenza di politiche industriali, l’inerzia sulla spesa dei fondi europei, il costante spopolamento della regione, la fuga dei pazienti e dei giovani», ha scritto Paolucci in una nota, «quasi cinque anni di destra e di fallimenti per la giunta Marsilio, lenta, inerte e capace solo di collezionare brutte figure. La propaganda costante degli ultimi anni non cancella l’assenza di fatti e di programmazione che ha caratterizzato questo governo regionale, per questo abbiamo votato contro un rendiconto che certifica una legislatura di fallimenti». Domenico Pettinari (M5S), vicepresidente del consiglio, ha polemizzato con la maggioranza per la mancanza del numero legale e per l’arrivo in aula, considerato tardivo, del presidente della giunta Marco Marsilio. «La maggioranza non ha più i numeri», ha detto Pettinari, «registriamo soltanto presenze saltuarie. È una maggioranza disattenta con un comportamento da irresponsabili. In consiglio si è presenti. Ho contestato anche il ritardo del presidente Marsilio che non deve mettere i suoi impegni istituzionali nel giorno in cui c’è la seduta di consiglio. È un modo di fare irrispettoso dell’aula. Mi auguro poi», ha concluso Pettinari, «che martedì non si arrivi all’assestamento di bilancio con la solita manovra che libererà tante risorse finanziarie a mo’ di finanziamenti a pioggia, ma che si diano soldi utili alle piccole e medie imprese e in aiuto alle famiglie che ne hanno bisogno». (r.o.)
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