Renzi: i soldi ci sono Ma Grillo attacca «Soltanto 50 milioni»

31 Agosto 2016

Il premier incontra la Merkel a Maranello per i fondi dell’Ue Lega contro Errani: «Meglio Tronca come commissario»

ROMA. «I soldi che servono per la ricostruzione ci sono, c’è la solidarietà di tante persone, ora non bisogna perdere tempo. Faremo di tutto per controllare che non ci siano speculatori sul territorio». Matteo Renzi lo dice al termine dei funerali delle vittime di Amatrice. Poi, si congeda con una solenne promessa: «Il paese lo ricostruiamo, pezzo per pezzo, ma lo ricostruiamo». Quanto alla politica, l’unità invocata da Renzi dura poco. M5S e Lega attaccano il governo e rompono la tregua post-terremoto. Il primo a spezzare il clima di unità nazionale è Beppe Grillo: «Nel momento del panico, delle macerie, si parla di pannicelli caldi come le “agevolazioni fiscali” (ovvero, miseri abbuoni sulle tasse per gente che ha perso tutto), o di “sospensione dei mutui” (che verranno richiesti senza pietà dopo qualche mese o anno, su case ormai ridotte in polvere)». Secondo Grillo, il governo ha addirittura furbescamente abolito la parola «ricostruzione» dalle definizioni, per sostituirla con la «magica locuzione» di «dopo terremoto»: perché quella parola lì «fa venire i brividi freddi a qualsiasi governo».

Questa volta, insomma, il fondatore dei Cinque Stelle va giù duro. «Non siamo più ai tempi del Friuli, nel 1976, quando il paese spese l’equivalente di 18 miliardi di euro per ricostruire case e paesi degli indomiti friulani: oggi - è l’accusa di Grillo - si stanziano miseri 50 milioni per una minestra e una tenda, e per il resto si fa capire che è meglio che ci pensiamo da soli, dato che lo Stato non esiste più». L’obiettivo dei 5 Stelle andrebbe invece in una direzione diversa: «Il più grande cantiere del paese non è l’intervento post sismico ma la messa in sicurezza del nostro territorio». Pronta la replica via Twitter di Emanuele Fiano, della segreteria Pd: «Oggi è giorno di lutto nazionale per tutti meno che per i Cinque stelle: per loro è sempre il giorno dello sciacallo».

Ma Grillo non è l’unico a mettersi di traverso. Oggetto di scontro è una poltrona, quella di Commissario straordinario per la ricostruzione, che il premier intende destinare all’ex governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani. Renzi vuole conferirgli l’incarico entro la settimana. Ma Forza Italia e Lega sono contrarie. Perché, dice Salvini, Errani fece fiasco nel terremoto che colpì l’Emilia, sarebbe l’uomo sbagliato al posto sbagliato: «Siamo pronti a collaborare con il governo», dice il leader leghista che propone il nome del prefetto Francesco Paolo Tronca come commissario per la ricostruzione, al posto di Vasco Errani contro il quale parte un attacco durissimo: «Nominare un uomo del Pd che ha già fallito in Emilia per ricostruire quello che non ha ricostruito a casa sua mi sembra una follia». Al coro si aggiunge qualche esponente di Forza Italia. «Il terremoto non è una sessione del congresso del Pd. È veramente sconcertante che Renzi pensi di affidare a Errani l’incarico di commissario per affrontare questa emergenza» affonda Maurizio Gasparri, che si smarca dall’appello all’unità di Berlusaconi. A sponsorizzare la candidatura dell’ex governatore dell’Emila Romagna è invece Sinistra Italiana. «Per la ricostruzione post terremoto, Vasco Errani è un’ottima soluzione» dice Stefano Fassina. «Errani è una persona onesta e competente» aggiunge Alfredo D’Attorre.

Quanto alla fase della ricostruzione, Renzi ha chiarito che si metteranno tutti i soldi che servono, usando tutti i margini di flessibilità e oggi lo ribadierà nel vertice di Maranella con Angela Merkel, Posizione che non cambia la linea di Bruxelles: sì alla flessibilità per le misure di ricostruzione ma solo a «breve termine», per cui le attuali regole Ue già prevedono la loro esclusione dal calcolo del deficit come già è stato fatto per i terremoti di Abruzzo ed Emilia Romagna.

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