Restauro di Santa Maria Maggiore Caramanico confida nel ministro

23 Maggio 2020

Mazzocca spera: «Franceschini ha preso a cuore il problema dell’abbazia danneggiata nel 2017» Servono fondi per consolidare la chiesa, ma la Soprintendenza non ha ancora realizzato il progetto

CARAMANICO. Sono riposte nell’interessamento del ministro Dario Franceschini le speranze per accelerare il restauro dell’abbazia di Santa Maria Maggiore. «Franceschini ha preso a cuore il problema», assicura Mario Mazzocca, ex sindaco, ex assessore regionale e ora capogruppo della lista civica di minoranza Uniti per Caramanico. I grandi carichi di neve e le scosse di terremoto del 18 gennaio 2017 causarono un parziale cedimento del tetto di Santa Maria Maggiore. I danni costrinsero alla chiusura della chiesa, e contestualmente vennero adottate misure straordinarie con un intervento tampone: furono puntellate le volte, per scongiurarne il crollo totale. I lavori vennero eseguiti con un finanziamento di 400mila euro erogato dall’esecutivo regionale, allora presieduto proprio da Mazzocca.
Un anno dopo, il Comune si assunse l’onere di sostituirsi al ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (Mibac) per realizzare una messa in sicurezza con una copertura provvisoria, ma da allora l’opera di restauro e consolidamento è rimasta sospesa. A sollecitare la concessione di somme sufficienti per ultimare i lavori è stato lo stesso Mazzocca che, attraverso l’intervento del senatore Luciano D’Alfonso, ha presentato una interrogazione al ministro per i Beni culturali. «E il problema», informa Mazzocca, «ha ricevuto attenzione».
«A seguito della decisione assunta dalla cabina di regia per la ricostruzione il 21 novembre 2017», afferma D’Alfonso, «evento al quale la Regione fu rappresentata dall’allora sottosegretario alla Ricostruzione Mazzocca, il 22 dicembre 2017 il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) deliberò l’approvazione del programma triennale Mibact 2018-2020 per la tutela del patrimonio culturale abruzzese. In quella occasione furono stanziati oltre 40 milioni di euro per il restauro di 52 edifici di culto, fra cui il finanziamento di 1,5 milioni di euro per i lavori di consolidamento e restauro della chiesa di Caramanico».
Da allora, però, poco o nulla è stato fatto. «Da notizie assunte la Soprintendenza», fa notare Mazzocca, «quale soggetto attuatore, non ancora procede ad affidare l’incarico per la progettazione. La procedura dovrebbe essere avviata entro giugno, per concludersi in 90 giorni. Dovranno seguire progetto esecutivo, approvazione da parte di tutti gli enti preposti e affidamento dell'incarico per i lavori. Procedure», conclude Mazzocca, «che solitamente prevedono tempi lunghi, che il nostro monumento non potrà sopportare: confidiamo perciò nel ministro Franceschini che ha preso a cuore il problema».
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