Riapertura Guerino trattative in stallo Lavori ancora fermi

2 Marzo 2017

Potrebbe slittare il rilancio dello storico Gabbiano annunciato nei giorni scorsi dal nuovo amministratore

PESCARA. È ancora tutto fermo. Non un operaio, non una ruspa, non un tecnico. Niente. Il cantiere di Guerino è ancora disabitato. Un fantasma del passato glorioso della riviera pescarese (quando l’ex gioiello della Riviera si chiamava il Gabbiano), che continua ad aleggiare nonostante i recenti annunci di rinascita.

«Il nuovo Guerino si chiamerà il Gabbiano, e potrebbe riaprire già quest’estate. Le trattative per la gestione sono in fase avanzata, i lavori protrebbero cominciare tra febbraio e marzo» si era affrettato a dichiarare due settimane fa Florio Corneli in veste di amministratore unico della Giemme, la nuova società che si occupa dell’immobile. Con tanto di rendering del progetto, il manager aveva rivelato anche che la trattativa con il futuro gestore di Guerino era in fase avanzata, mostrando un ottimismo che i giornali avevano contribuito a rilanciare. Ma a distanza di quindici giorni in tanti, passando davanti allo scheletro rimasto a ospitare spacciatori e senza tetto, sono rimasti delusi. Di quei lavori che sarebbero dovuti iniziare al più presto neanche l’ombra.

Senza mettere in dubbio la fondatezza di quanto dichiarato nei giorni scorsi da Corneli, il Centro ha provato a chiedere nuovamente al manager a che punto fossero le trattative con l’imprenditore interessato a prendere in mano il cantiere. Ma non ne è seguita nessuna dichiarazione ufficiale.

Per quello che è dato sapere, sono stati molti gli imprenditori, soprattutto locali, contattati dalla nuova società per un rilancio sicuro della struttura. Nomi del calibro di Adamo Di Natale, ad esempio, con un’esperienza enorme nel campo della ristorazione e dei banchetti, dal Parco dei Principi a locali rimasti mitici come Thomas o Lenny’s club e che di recente ha rilevato un altro pezzo di storia pescarese, il bar pasticceria Berardo, che si aggiunge ai ristoranti Regina Elena, Cantinetta e Le Terrazze. Peraltro tutti a un passo, in linea d’aria, da quel che resta di Guerino. Ma pur potendo ampliare la sua offerta in zona, l’imprenditore pescarese sarebbe tra quelli che hanno declinato l’invito a far parte dell’ambizioso progetto di rinascita del Gabbiano. Circa 1500 metri quadrati distribuiti su due piani, entrambi coperti: al piano terra bar, pasticceria, gelateria e fast food e al piano superiore banchetti e ristorazione di alto profilo.

Un progetto importante, complesso, capace di restituire a quel tratto centrale di Riviera il prestigio di un tempo, ma che al momento sembra allontanare, più che avvicinare, potenziali acquirenti. Con il rischio di rinviare di un’altra estate, contrariamente a quanto annunciato, la riapertura del Gabbiano. Le trattative con i potenziali acquirenti sarebbero infatti a un punto fermo rispetto a quindici giorni fa, a una fase comunque delicata. Di certo, la società rappresentata da Corneli può già brindare per quello che è riuscita a ottenere: la proroga dei termini del permesso a completare i lavori (fino al primo dicembre). Passaggio decisivo per evitare, come è stato, il decadimento della concessione. Obiettivi fondamentali per mettere in condizione, chiunque sarà, a mettersi a lavorare da subito e con tutte le carte in regola. Tenendo presente, fa sapere chi ha visto e conosce il cantiere, che il grosso è già stato fatto. E dunque, forse, nonostante non ci sia ancora l’ombra di un’operaio nel cantiere, forse c’è ancora tempo per sognare. La partita si gioca tutta in queste prime due settimane di marzo: se andrà come spera la nuova società, l’insegna del Gabbiano potrebbe davvero tornare a risplendere già quest’estate.

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