Riaprono le Terme ed è boom: le prenotazioni da tutta Italia

Richieste giunte anche da Puglia, Marche, Molise e Lazio. I dipendenti rientreranno al lavoro lunedì ma restano in attesa degli stipendi arretrati. Fissato al 10 luglio il nuovo vertice tra società e Regione
CARAMANICO. Già arrivate centinaia di prenotazioni da tutta Italia. I lavoratori, «soddisfatti, increduli e fiduciosi», sono pronti a tornare nelle loro postazioni «già da lunedì mattina». E la società, secondo i lavoratori, si sarebbe impegnata a «pagare gli stipendi arretrati».
È bastato l’annuncio della riapertura delle terme di Caramanico alla data del 15 luglio, diramato da Franco Masci, liquidatore della società concessionaria, per far diventare bollenti le linee dello stabilimento di via Torre Alta.
Nell’impianto, che riparte a stagione inoltrata dopo una chiusura di due mesi, c’è grande fermento. Così come all’hotel Terme Maiella, che riaprirà i battenti nello stesso periodo. Il cinque stelle La Reserve, invece, resterà ancora chiuso al pubblico.
Ci sono i preparativi da predisporre, le pulizie, i giardini da rinverdire. Una «macchina dei lavori», come la chiamano i dipendenti, che deve essere di nuovo oliata per far ripartire tutti i meccanismi alla perfezione. Le maestranze, 180 lavoratori stagionali e 13 a tempo indeterminato, che rientreranno a scaglioni, stanno ricevendo i contratti della stagione da firmare entro la metà di luglio.
Intanto il centralino delle terme è stato il primo settore ad essere stato sbloccato. E già sono arrivate centinaia di prenotazioni da tutta la regione, ma anche da Puglia, Molise, Marche e Lazio.
Molti utenti «non hanno cambiato destinazione per fare le cure termali». Ma hanno atteso che si sbloccasse il braccio di ferro tra la società (che chiede un incremento di fondi per ampliare l’offerta alla clientela con le terapie riabilitative da aggiungere alle cure termali) e la Regione (che ha già impostato 3 milioni e 200mila euro per permettere alle terme di Popoli e Caramanico di continuare le attività). Clienti storici che questi giorni si sono attaccati al telefono per chiedere l’inserimento negli elenchi dei servizi offerti dall’azienda termale. I lavoratori, dopo due mesi di battaglie e contestazioni e cinque senza stipendio, riprendono fiato e cercano un contatto con “l’ingegnere”, così chiamano Masci, «affinché ci possa fare un quadro esaustivo della situazione». E tra non molto riprenderanno anche «gli stipendi arretrati» dicono speranzosi. Alla loro soddisfazione si aggiunge quella di un indotto di altre centinaia di persone che gravitano nelle strutture alberghiere, ricettive e attività commerciali, non solo di Caramanico ma anche dei paesi limitrofi, San Valentino, Abbateggio, Sant’Eufemia, Roccamorice, Scafa. Il 10 luglio nuovo vertice tra società e Regione per definire il futuro.

