Riciclare il cibo delle feste per ridurre gli sprechi

PESCARA. La parole d'ordine è ridurre gli sprechi. Ed evitare che gli avanzi del cenone di Capodanno e del 1° gennaio finiscano nel bidone della spazzatura. Con i continui rincari della spesa in...
PESCARA. La parole d'ordine è ridurre gli sprechi. Ed evitare che gli avanzi del cenone di Capodanno e del 1° gennaio finiscano nel bidone della spazzatura. Con i continui rincari della spesa in atto, anche gli abruzzesi si danno da fare con l'arte del riciclo in cucina che parte da lontano, dalle sapienti mani delle nonne. Così, con avanzi di carne e pesce si possono fare tortini o gustose minestre, piatti di pasta e verdure insaporite. Con la frutta secca caramellata ci si ingegna a preparare dolci e torroni, mentre pandori e panettoni vengono farciti con creme e cioccolato e portati, nuovamente, in trionfo in tavola.
Secondo la Coldiretti a Capodanno gli italiani hanno speso a tavola circa 2,5 miliardi di euro per i cibi e le bevande in aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Quasi nove famiglie su dieci (87%) hanno atteso il nuovo anno in casa, con parenti e amici e si ritrovano con pietanze avanzate da riutilizzare.
CIBI A CHILOMETRO ZERO
Sulle tavole di oltre quattro famiglie abruzzesi, come nel resto del Paese, su cinque (82%) si riciclano gli avanzi di Capodanno e del pranzo del 1° gennaio che vengono riutilizzati in cucina anche per una crescente sensibilità verso la riduzione degli sprechi per motivi economici, etici e ambientali. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia che dai banchetti delle feste solo nel 9% delle case non è avanzato niente, mentre il 4% ha donato in beneficenza, solo l’1% dichiara di buttare gli avanzi nel bidone e altri non rispondono. «In questo modo si recuperano le tradizioni tramandate attraverso i nostri anziani, il cibo del territorio e il rispetto della stagionalità», spiega Domenico Roselli, della Coldiretti Abruzzo, «c'è stato un ritorno all'utilizzo di cibi locali ed è quello che proponiamo attraverso i mercati di Campagna amica. Riciclare i cibi che vengono portati in tavola durante le feste di Natale consente di non sprecare nulla in un momento difficile per l'economia di molte famiglie, di recuperare la tradizione e tramandare le arti in cucina, che sono legate all'autenticità del territorio. L'utilizzo di prodotti locali e il loro riciclo per nuovi piatti da proporre in tavola, senza buttare via nulla», dice Roselli, «limita l'arrivo di cibo dall'estero attraverso le grandi catene alimentari e, di conseguenza, limita almeno in parte i rincari. È quella che viene definita spesa a chilometro zero e che fa parte delle promozioni dei mercati di Campagna amica di Coldiretti».
RICICLO DEGLI AVANZI
Non si butta via nulla. «L’ alternativa alla conservazione in frigo», sottolinea Coldiretti, «è la trasformazione degli avanzi in nuovi piatti, con la cosiddetta cucina del giorno dopo». Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono ottime soluzioni per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare, secondo la Coldiretti che ha elaborato una sorta di vademecum per riciclare gli avanzi delle feste, «un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille».
La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un eccellente torrone fatto in casa, mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme. «Recuperare il cibo è una scelta che», conclude Roselli, «fa bene all’economia anche con una minore produzione di rifiuti e che dovrebbe animare le spelte di ogni famiglia nell'ottica del risparmio e del rispetto dell'ambiente». (m.p.)
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