Ricoveri in netto calo ma i morti sono nove
Fazii: «I decessi sono legati ai contagi di diverse settimane fa»
PESCARA. «I dati, giorno dopo giorno, confermano per l’Abruzzo il miglioramento di tutti i parametri. La fase attuale, tra l’altro, nonostante sia ancora presto per averne la certezza, ci fa pensare che non ci sarà un nuovo aumento dei contagi legato alle riaperture. Non dobbiamo però dimenticare che il rischio zero non esiste e ce lo dimostrano i diversi focolai che pure registriamo sul territorio. Se il caldo, nemico del virus, sta dando una grande mano, la prevenzione resta fondamentale».
Così il virologo Paolo Fazii analizza l’attuale situazione, alla luce degli ultimi numeri. Nel giorno in cui i dati certificano il trend favorevole dell’Abruzzo, con i ricoveri che sono al valore minimo degli ultimi sette mesi, torna a salire il numero dei decessi: nove quelli recenti.
VITTIME
Si tratta dell’incremento più consistente dal 17 aprile, quando le vittime erano state 14. Il bilancio complessivo delle morti legate al Covid-19 sale così a quota 2.447. I nove decessi, due dei quali relativi ai giorni scorsi e comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 72 e 93 anni: quattro in provincia dell’Aquila, una in provincia di Chieti, una in provincia di Pescara, due in provincia di Teramo e una residente fuori regione. Le sette vittime più recenti sono una 72enne di Collelongo, un 73enne di Lanciano, una 75enne e un 89enne di Teramo, una 77enne di Sulmona, un 87enne di Montesilvano e una 93enne di Campomarino, in Molise. Sottolineando che non si tratta di un trend, Fazii spiega che «i decessi sono legati all’onda lunga dei contagi precedenti, persone che hanno contratto il virus anche diverse settimane fa».
RICOVERI
Al tragico bilancio delle vittime si contrappone il dato sui ricoveri, che invece continua a migliorare. I pazienti ospedalizzati passano dai 307 di lunedì ai 279 di ieri. È dalla seconda metà di ottobre, quando i dati erano in rapido aumento a causa della seconda ondata, che non si registrava un valore così basso. In particolare, 254 pazienti, cioè 24 in meno rispetto a lunedì, sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 25 - quattro in meno, con zero nuovi accessi - sono in terapia intensiva. Altre 7.392 persone attualmente positive al virus sono invece in isolamento domiciliare (-153).
NUOVI CASI
I nuovi casi accertati nelle ultime ore sono 79. Sono emersi dall’analisi di 3.956 tamponi molecolari: è risultato positivo il 2% dei campioni. Si tratta del tasso di positività più basso registrato negli ultimi sette mesi. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di un anno dell’Aquilano e il più anziano una donna di 89 anni del Pescarese. Quelli con meno di 19 anni sono tredici: sette in provincia dell’Aquila, cinque in provincia di Pescara e uno in provincia di Teramo. La località con più nuovi casi è Celano (9). Scendono gli attualmente positivi al virus, che sono ora 7.671 (-181).
PRUDENZA
Nel sottolineare che «le restrizioni che ci sono state fino al 26 aprile, la campagna vaccinale e, soprattutto, il caldo stanno dando una grande mano», Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara e membro del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), afferma che «il peggio è alle spalle».
Il virologo ribadisce però l’importanza della prevenzione: «distanziamento, lavaggio delle mani e mascherine sono ancora fondamentali», sottolinea, aggiungendo, proprio a proposito delle mascherine, di essere contrario all’ipotesi che prevede la non obbligatorietà all’aperto per i soggetti vaccinati, «almeno finché non ci saranno evidenze scientifiche».
IL CONFRONTO
Per far capire come il rischio zero non esista, l’esperto mette a confronto i dati del 2020 e quelli del 2021. «A marzo e ad aprile 2020», ricorda, «in Abruzzo c’erano stati rispettivamente 1.789 e 1.204 casi, negli stessi mesi del 2021 sono stati 11.141 e 5.620. Lo scorso anno eravamo chiusi in casa terrorizzati, oggi usciamo con numeri di gran lunga superiori. Pescara ha inaugurato la terza ondata in Italia. Abbiamo retto e il peggio è passato, ma il rischio zero non esiste», conclude Fazii, ricordando l’importanza di «vaccinare tutti, anche i Paesi poveri, altrimenti per ora non usciremo dall’emergenza».

