Rifiuti, domani c’è lo sciopero Niente porta a porta per 50mila

Garantiti i servizi essenziali. L’assessore Del Trecco: «L’invito ai cittadini è di limitare il conferimento» Prevista adesione altissima. Attesi lavoratori da Chieti, L’Aquila e Lanciano per incontrare il prefetto
PESCARA. Disagi domani e probabilmente anche nei prossimi giorni per lo sciopero nazionale dei lavoratori che si occupano della raccolta dei rifiuti e della pulizia della città, circa 350 solo fra Pescara e i centri vicini.
A saltare di sicuro, stando alle previsioni della vigilia, è il porta a porta, che nel capoluogo adriatico interessa 50 mila persone, le quali pertanto saranno costrette a tenersi i rifiuti in casa. Fra l'altro il lunedì, in alcune zone dei Colli, è la giornata in cui si effettua la doppia raccolta. In previsione delle difficoltà che potrebbero registrarsi, l'assessore all'Ambiente, Isabella Del Trecco chiede ai cittadini collaborazione. «A tutti», dice, «va l’invito a limitare quanto più possibile il conferimento del pattume, che sicuramente non potremo ritirare nelle zone in cui c’è il regime del porta a porta, ma sono certa che con la partecipazione di ognuno supereremo anche le prossime ore senza straordinarietà emergenziali». Garantiti i servizi essenziali e quindi raccolta nelle scuole, nelle mense, negli ospedali, nelle case di cura, negli ospizi, oltre che nelle stazioni ferroviarie, marittime, aeroportuali, caserme e carceri.
Insieme allo sciopero, a cui al momento l’adesione sembra essere molto alta, con percentuali tra l'80 e il 90%, è previsto anche un presidio in piazza Italia. Presidio, in programma dalle 10 alle 12, a cui prenderanno parte anche lavoratori da Chieti, L’Aquila e una delegazione da Lanciano. Alle 10.30, una rappresentanza delle sigle sindacali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel, che hanno indetto la protesta, sarà ricevuta a Palazzo del Governo dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo. Presente all’incontro anche il sindaco Carlo Masci.
«Al prefetto Di Vincenzo», fa presente Massimo Di Giovanni della Fp Cgil, «consegneremo una lettera in cui spiegheremo le ragioni del nostro sciopero, e quindi che da 27 mesi i lavoratori del comparto igiene ambientale sono senza contratto. La stessa lettera la riceveranno anche gli altri prefetti, perché la nostra è una protesta che interessa tutta Italia e riguarda un servizio di pubblica utilità. Speriamo che lo sciopero e l’attenzione delle istituzioni servano a far riaprire subito la trattativa per il rinnovo del contratto. Se così non dovesse essere, siamo pronti a inasprire la lotta. E questo potrebbe significare organizzare un blocco più grosso a ridosso delle feste di Natale, con tutto ciò che ne deriva a livello di disagi. Noi», prosegue Di Giovanni, «naturalmente non vogliamo che si arrivi a ciò. Ci auguriamo che la nostra azione di domani serva, come detto, a far riprendere la discussione sui tavoli. In caso contrario, sotto le festività, ci potrebbe essere più di un problema. Lo sciopero è l'unico strumento che abbiamo. Anche con la lettera al prefetto intendiamo far arrivare a chi di dovere un segnale chiaro». Il 10 novembre è in programma, inoltre, un incontro fra i sindacati con i coordinatori nazionali per fare un punto della situazione e un consuntivo dello sciopero. «In questa occasione», sottolinea il rappresentante della Fp Cgil, «valuteremo come muoverci». Oltre al porta a porta, pare ormai certo che domani non saranno effettuati raccolta e trasporto dei rifiuti pericolosi e non verrà eseguita l’attività di trattamento delle acque negli impianti di potabilizzazione e depurazione. Per il resto, l’amministrazione comunale si è organizzata per garantire, seppure ridotti all’osso, alcuni servizi importanti e di pronto intervento. Fra questi, spazzamento dei grandi luoghi di aggregazione; pulizia dei mercati, delle aree di parcheggio, delle aree di interesse turistico. Solo cinque unità operative assicureranno lo svuotamento dei rifiuti organici e dei mezzi scarrabili.

