Rifiuti porta a porta nel caos, ora Del Trecco chiede scusa: «Città informata in ritardo»

Proseguono disagi e proteste nel rione, strade invase dai sacchi della spazzatura Ma l’assessore riconosce l’errore: «Gestita male la comunicazione ai residenti»
PESCARA. La situazione dei rifiuti a Porta Nuova è ancora nel caos. A distanza di alcuni giorni dall’avvio a sorpresa del porta a porta, senza alcun preavviso ai cittadini da parte del Comune, si continuano a registrare disagi e proteste da parte dei residenti. E ora l’assessore all’ambiente Isabella Del Trecco ha chiesto scusa e ha spiegato che c’è stato un problema con la società incaricata di distribuire i volantini per informare il quartiere. Volantini che sarebbero stati recapitati per posta solo a una parte delle famiglie interessate.
QUARTIERE SPORCO Fatto sta che il caos non è affatto terminato. E i residenti che non possiedono ancora i mastelli continuano a lasciare i sacchetti dei rifiuti ovunque, nei cestini e anche accanto a quei pochi cassonetti rimasti e non ancora rimossi dalla società della nettezza urbana del Comune, Ambiente spa. Tra l’altro, ieri si è saputo che sono appena 3.900 le famiglie in possesso dei kit, ossia mastelli e buste per fare la differenziata, su un totale di 8.000 utenti nel quartiere di Porta Nuova, ossia meno della metà.
IL CASO IN COMMISSIONE E la questione ieri mattina è stata affrontata dalla commissione Ambiente del Comune, presieduta da Ivo Petrelli. Erano presenti l’assessore Del Trecco, il presidente della società Ambiente Ricardo Chiavaroli, il direttore Massimo Del Bianco e il responsabile operativo Mauro Di Lanzo. «Dopo la partenza di quello che è a tutti gli effetti un progetto pilota per le modalità di svolgimento della raccolta differenziata, completamente cambiata rispetto agli altri quartieri di Pescara», ha detto Petrelli, «ho ritenuto fondamentale promuovere un momento di dialogo e confronto, anche alla luce delle difficoltà segnalate dagli utenti». «Difficoltà», hanno precisato Del Trecco e Chiavaroli, «sicuramente determinate dalla novità del servizio e che quindi sono assolutamente risolvibili. Il sistema dei cassoni stradali ormai andava rimosso. Pescara è una delle poche città in Abruzzo ad averne ancora sul territorio, circondata da piccoli Comuni che da vent’anni li hanno tolti, con la conseguenza che molto spesso utenti residenti a Spoltore o Montesilvano vengono a Pescara a buttare la propria immondizia, trasformando quegli stessi cassoni in discariche a cielo aperto. Dunque, occorreva recuperare il decoro della città».
INFORMAZIONE CARENTE Tuttavia, l’assessore ha riconosciuto il fatto che ci sono stati dei problemi per il mancato preavviso delle famiglie. «L’estensione della raccolta differenziata è partita a Porta Nuova lo scorso 23 ottobre», ha fatto presente Del Trecco, «Ambiente ha diviso il quartiere in tre macro aree denominate P1, P2 e P3 e l’unico vero disguido è stato lo scollamento tra Ambiente, che ha avviato la rimozione dei cassonetti stradali e la società Airone incaricata di fare il cassettaggio per informare gli utenti della necessità di andare a ritirare il proprio kit operativo, ossia mastello e buste. In sostanza, Ambiente avrebbe dovuto comunicare alla Airone di iniziare l’opera informativa nelle strade comprese nella macro area P1, la prima a subire la rimozione dei cassonetti». «In assenza di tale comunicazione», hanno aggiunto, «la Airone ha svolto, a partire dal 16 ottobre, il cassettaggio a macchia di leopardo, magari informando prima i residenti della macro area P3, invece che quelli della P1 e il mancato coordinamento delle informazioni ha ingenerato le giuste polemiche e lamentele degli utenti, che sono andati a ritirare il kit con qualche giorno di ritardo». «Entro due settimane, comunque, i problemi saranno risolti», ha concluso Petrelli.

