Rimborsopoli, Pagano assolto Dopo 7 anni «il fatto non sussiste»

PESCARA. Dopo sette lunghi anni, per l'attuale senatore della Repubblica, Nazario Pagano, arriva la definitiva conclusione di una vicenda piuttosto datata, che nel 2014 fece scalpore: una inchiesta...
PESCARA. Dopo sette lunghi anni, per l'attuale senatore della Repubblica, Nazario Pagano, arriva la definitiva conclusione di una vicenda piuttosto datata, che nel 2014 fece scalpore: una inchiesta per truffa e peculato per presunti indebiti rimborsi per le missioni dei politici, che coinvolse i vertici regionali guidati dall’allora governatore Gianni Chiodi.
Ieri è arrivata l'ultima delle sentenze di questa vicenda: è il tribunale di Rimini che ha sancito l’assoluzione con formula piena, «perché il fatto non sussiste», per l’allora presidente del consiglio regionale.
«Dopo sette lunghi anni, il tribunale di Rimini», dichiara Pagano, «ha confermato la mia assoluta correttezza e onestà nel ricoprire il ruolo di Presidente del consiglio regionale d'Abruzzo, cancellando le ombre create da un’inchiesta resa nota come “rimborsopoli”, che all'epoca ebbe una esagerata risonanza mediatica».
Pagano, insieme a Chiodi e ad altri 23 indagati, finì nel mirino della procura pescarese per una serie di rimborsi per spese di viaggi istituzionali che sarebbero andate oltre il lecito: sarebbero stati scelti, ad esempio, hotel di lusso quando invece il regolamento avrebbe imposto un massimo di quattro stelle.
«La soddisfazione per l’esito di questa sentenza», aggiunge Pagano, «che rafforza la mia fiducia nella giustizia italiana, non cancella l’amarezza e i danni d’immagine subiti da un processo che sicuramente ha rappresentato una perdita di tempo e di denaro pubblico di gran lunga maggiore delle somme inizialmente contestate».
Si parlò all’epoca di un totale di 15 mila euro di rimborsi non dovuti per Pagano, per viaggi istituzionali importanti, non solo in Italia, ma anche all’estero: missioni a Miami, Caracas, Toronto, Amsterdam, Lussemburgo.
«Con la mia assoluzione», conclude l'attuale senatore, «si conferma la totale infondatezza di accuse infamanti che hanno ingiustamente coinvolto l'intera classe politica regionale della legislatura Chiodi/Pagano. Tutti archiviati o assolti con formula piena».
Quell’enorme procedimento con oltre 25 imputati, venne infatti confezionato dalla procura pescarese, ma poi emersero una serie di eccezioni formulate dai vari difensori, che fecero sì che le posizioni di gran parte dei personaggi coinvolti finissero in archivio, mentre per molte altre si procedette allo spacchettamento del fascicolo. Vennero interessate diverse procure in relazione alla competenza relativa alle spese sostenute in quelle città dagli esponenti politici in missione. E per questo e la posizione di Pagano finì a Rimini. Ogni procura, poi, istruì nuovamente ogni singolo fascicolo di propria competenza e giunse a decisioni diverse. E quegli imputati che finirono sotto processo, vennero poi assolti. Pagano è l’ultimo di una lunga serie.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

