Ripartono i lavori: il distretto sanitario operativo a febbraio

Buone notizie dall’incontro tra il manager Asl e il sindaco E spunta anche l’ipotesi di aprire un ospedale di prossimità
MONTESILVANO. Il nuovo distretto sanitario di base di Montesilvano diventerà pienamente operativo entro febbraio 2021 e presto, nella città adriatica, potrebbe aprire anche un ospedale di prossimità.
Le buone notizie sul fronte sanitario per gli utenti della città e dei comuni limitrofi che usufruiscono della malmessa struttura di corso Umberto, sono arrivate ieri a margine dell’incontro tra il sindaco Ottavio De Martinis, il nuovo direttore della Asl di Pescara Vincenzo Ciamponi e la responsabile del distretto sanitario di Montesilvano, Rita Mazzocca. Una visita, quella dell’attuale manager dell’azienda sanitaria, che ha rappresentato l’occasione per fare il punto su una delle principali incompiute della città, il distretto di via Di Vittorio, la cui storia è ormai lunga un quarto di secolo e che attualmente, nonostante l’inaugurazione dell’aprile 2019, è funzionante in minima parte perché ancora in attesa di completamento.
«Da lunedì, sono ripartiti i lavori», spiega il sindaco De Martinis, «e con il direttore Ciamponi possiamo finalmente annunciare l’apertura entro il mese di febbraio. Il finanziamento regionale di 809mila euro servirà per ultimare l’impiantistica del nuovo distretto e per alcuni lavori strutturali agli ultimi piani. In questo momento di emergenza sanitaria è importantissimo avere un distretto sanitario capace di ospitare servizi utili alla cittadinanza». Nel corso dell'incontro, anche alla luce dell'emergenza Covid e alla necessità di avere spazi più ampi, il primo cittadino e il direttore della Asl hanno ribadito l’urgenza di attivare a pieno regime un distretto sanitario capace di accogliere integralmente anche gli ambulatori attualmente situati in corso Umberto.
La nuova struttura di via Di Vittorio, infatti, ospita ad oggi solo il consultorio, il centro vaccinazioni e una postazione Covid per effettuare i tamponi. Tutti gli altri servizi, dai prelievi agli ambulatori per le visite specialistiche, passando per il centro di prenotazione e altri uffici, sono ancora collocati a Santa Filomena, nella struttura ricca di criticità, per la quale la Asl paga 11mila euro al mese di affitto.
Da febbraio, dunque, dopo l’ultima tranche di lavori, la struttura dovrebbe diventare l’unico polo sanitario della città. Il condizionale è tuttavia d’obbligo dal momento che sono già trascorsi 25 anni dal primo progetto (1995), dieci dalla posa della prima pietra (2010) e nove dal termine previsto per l’ultimazione dei lavori (2011). Proprio nei giorni scorsi, a sollecitare la ripresa degli interventi di completamento, convocando una commissione garanzia sul tema, erano stati i consiglieri di opposizione dei gruppi M5S e Pd. In quella occasione, il consigliere con delega alle opere pubbliche Valter Cozzi aveva annunciato l'imminente riattivazione del cantiere per gli ultimi interventi relativi all'impiantistica e alla sostituzione dei problematici rivestimenti delle pareti. Nell’incontro con i dirigenti della Asl è stato affrontato anche il tema della possibile apertura di un ospedale di prossimità di cui la città adriatica, nonostante il suo ampio bacino di utenza, è sprovvista. Per approfondire tale possibilità, è in programma la prossima settimana un ulteriore incontro tra il primo cittadino e il direttore Ciamponi, al quale prenderà parte anche l’assessore alla regionale alla Sanità Nicoletta Verì.
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