Ristoranti pieni, ma alberghi vuoti Turismo mordi e fuggi per le feste

26 Aprile 2019

Pescara invasa da stranieri, ma Federalberghi denuncia il calo di presenze: persi gli eventi sportivi I ristoratori: «La città sorprende, chi è di passaggio ritorna». I baristi: «Adesso si punti sul mare» 

PESCARA. Turismo alberghiero in recessione, boom di prenotazioni nei ristoranti e bar strapieni.
È la fotografia sui flussi turistici in arrivo e in partenza a Pescara, scattata da Federalberghi e dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi, settori dedicati ai ristoratori e ai baristi) di Confcommercio, nel lungo ponte delle festività, da Pasqua al prossimo Primo Maggio.
Le associazioni di categoria, rispettivamente guidate da Emilio Schirato, Giovanni Marrone e Carlo Miccoli, spiegano che Pescara è una città «che sorprende i turisti». Molti la «scoprono di passaggio, diretti a nord o a sud, ma poi ne restano conquistati dalla bellezza e dall’accoglienza».
Ed è così che in questo periodo di feste, Pescara viene scoperta dagli stranieri provenienti da Australia, Canada, Francia, Malta, Germania, Olanda, Russia, Inghilterra. E dagli italiani, in gran parte pugliesi grazie agli studenti universitari che vi soggiornano tutto l’anno e che poi ospitano le famiglie durante le feste; ma anche romani, napoletani, milanesi.
Per Emilio Schirato, presidente di Federalberghi, la situazione è comunque «in recessione rispetto a tre anni fa». Un calo di arrivi di «almeno il 20 percento rispetto a un 2017 positivo e a un 2018 statico. Questi primi mesi registriamo «una contrazione» soprattutto a causa di eventi persi, tra cui due di matrice sportiva. Uno è Ironman, dirottato a Cervia e l’altro riguarda i mondiali di beach volley, convogliati a Rimini. La Romagna fa il pieno di sport e turisti, Pescara resta a bocca asciutta e gli albergatori hanno le narici fumanti. Schirato: «Nessuna istituzione ha creduto e investito sui mondiali di beach volley proposti da noi. Il progetto avrebbe dato alla città un grandissimo ritorno d’immagine grazie alle reti televisive nazionali». Inoltre, la comunicazione dei grandi eventi «non ci deve arrivare attraverso i giornali, ma con mesi di anticipo altrimenti non possiamo programmare eventuali pacchetti vacanze». Gli albergatori stanno per inviare le prime due richieste ai futuri amministratori: uno stadio del mare strutturato per lo sport, dalla primavera all’autunno, e un centro congressi nell’area di risulta, o nell’ex Banco di Napoli, da oltre 500 posti.
Resta il successo dei ristoranti, presi d’assalto in questo lungo ponte primaverile. Parola di Giovanni Marrone, fondatore nel 1979, e titolare, della Taverna 58 e delegato Fipe ristoratori: «Col meteo favorevole abbiamo registrato una serie di pienoni nei locali e gente al mare. Tanti visi nuovi stranieri e italiani, da Malta, Australia, Canada, Francia. Pescara è stata una sorpresa per molti che arrivano di passaggio verso le altre regioni, ma poi vengono catturati dalla storia, la bellezza e l’accoglienza di questa città e prenotano per le prossime vacanze».
Poi la frecciata alle istituzioni: «I musei devono restare aperti sempre e non fare gli orari di ufficio del Comune».
Carlo Miccoli, titolare dello storico bar Excelsior in centro: «Ci sono molti pugliesi in questi giorni di festa, sono le famiglie degli studenti universitari, ma vediamo anche tedeschi e inglesi. Da noi si ferma sempre, per esempio, un docente dell’Eton college, che ha casa a Serramonacesca e molti arrivano con voli low cost». Ma il centro, sottolinea Miccoli, deve cambiare volto «perché è bruttissimo, corso Umberto è sporco, le aiuole spoglie, le mattonelle sbeccate e in piazza Salotto ci rivogliamo le magnolie. Pescara», conclude, «deve puntare sulla sua forza turistica: il mare, i negozi, il porto e lo spettacolare lungomare che tutti ci invidiano».
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