Riviera sud, che bella la nuova pista ciclabile ma quanto è pericolosa

20 Luglio 2018

Le lamentele dei cittadini: «In viale Primo Vere passi carrai bloccati» Scarsa sicurezza al crocevia di via Celommi: «Servono i lampeggianti»

PESCARA. Piste ciclopedonali: nuove e colorate, ma pericolose. I pescaresi le amano sempre di più e l’amministrazione comunale inaugura percorsi continuamente. Ma con la creazione di nuovi tracciati, puntuali arrivano anche le polemiche sulle tante criticità rilevate dai bikers che le frequentano quotidianamente.
SERPENTONE ROSSO. Questa volta i ciclisti prendono di mira l’ultimo tratto, quello della riviera sud, che dalla zona di piazzale Le Laudi scorre fino al confine con Francavilla, sul lato monte. Un serpentone rosso, null’altro che una striscia di vernice spalmata sull’asfalto e delimitata da una mano bianca, che dal piazzale si srotola come un tappeto davanti ai cancelli e i passi carrabili dei tanti villini di viale Primo Vere.
GLI SPECCHI. Il percorso, fino a Fosso Vallelunga, è disseminato di specchi convessi, pure rossi, posizionati davanti ai passi carrabili della abitazioni per permettere, almeno queste sarebbero le buone intenzioni, a chi esce con l’auto o a piedi dai cancelli di controllare il passaggio dei ciclisti che in quel tratto sfrecciano a velocità supersonica. Il rischio di finire contro una macchina che esce dal garage è alto. È quanto denuncia Gaetano Silvestre, medico pediatra, tra i promotori di una petizione di un centinaio di firme dei residenti della zona, inoltrata da tempo in Comune, che aveva lo scopo originale di bloccare i lavori della pista, successivamente realizzata.
«Chiarisco subito che io sono favorevole alle piste ciclabili, ma solo se fatte con criterio. Ogni volta che usciamo di casa con l’auto», spiega nei dettagli il dottor Silvestre, «dobbiamo controllare, con la testa a destra e a sinistra, se un pedone o un ciclista sta sfrecciando ad alta velocità. Gli specchi, che peraltro potevano colorare di verde per integrarli nel paesaggio, non servono a nulla. Perché non riusciamo ad avere la piena visuale della pista se non mettiamo la testa fuori dall’abitacolo. Ma nel frattempo il muso del mezzo sporge sulla pista e il rischio di investire qualcuno, è alto».
A NORMA DI LEGGE? «Ci chiediamo se il tracciato è a norma di legge e ci chiediamo anche come mai il percorso non è lineare ma passa da un marciapiede all’altro, da mare a monte, senza una logica. A qualcuno dà fastidio che la pista passi davanti l’uscio di casa? Farla promiscua, inoltre, anche con il passaggio dei pedoni, non ha senso perché l’uno infastidisce l’altro. Ai pedoni danno fastidio le bici e viceversa. Insieme alla petizione, organizzata da Marcello Antonelli e Armando Foschi, abbiamo lanciato la proposta di creare un senso unico, direzione Francavilla-Pescara, lungo viale Primo Vere partendo dal Fosso Vallelunga, dove creare un percorso ciclabile che scorre accanto ai marciapiedi, scegliendo un lato e senza eliminare i posti auto. Lunedì prossimo ci sarà un sopralluogo dei tecnici comunali per valutare queste ed altre criticità». Nel frattempo il dottor Silvestre esce con l’auto e la ciclista Loredana Rizzo schiva il mezzo, rischiando di cadere dalla bici. Gli specchi? «Non li avevo visti», annota Daniele Miani, mentre si reca al mare in bici sul tratto di ciclopedonale a nord in direzione dei teatri D’Annunzio e Flaiano.
VIA CELOMMI. Il viaggio del Centro procede lungo viale Primo Vere e si ferma all’incrocio di via Celommi. Le traiettorie di auto, moto, pedoni e ciclisti provenienti da viale Primo Vere, da Francavilla e da San Silvestro percorrendo via Celommi, si intersecano e si intrecciano nel bel mezzo del crocevia. Il risultato è un pericolosissimo caos di mezzi in transito a velocità sostenuta.
LO SPAVENTO. Enio Di Nicola inchioda con la bicicletta in mezzo alla striscia, metà pedonale, metà ciclabile, «spaventato» dal mezzo che gli arriva da destra, da via Celommi. A nome degli amici Carlo, Guido e Massimiliano, chiede un corridoio ciclabile anche in via Breviglieri, zona Tiburtina. E segnala che la pista ciclabile «di San Marco finisce dritta dentro un terreno». Il tracciato prosegue per qualche metro (i paletti non consentono di andare oltre lungo il marciapiede invaso dalle auto che per parcheggiare davanti allo stabilimento sono costrette a salire sulla striscia rossa ciclabile) e risfocia a sinistra, su viale Primo Vere.
LAMPEGGIANTI. Le vetture parcheggiate bloccano la visuale sul lato sinistro. Manuela Di Domenica, prof del Marconi, residente a Francavilla, è costretta a fermarsi e sbirciare oltre le auto in sosta, prima di attraversare. Lo stesso fanno Marina e Roberto Camplone, che rallentano per schivare un’auto proveniente da Pescara. La coppia propone di mettere «specchietti e lampeggianti per segnalare la pista agli automobilisti ». Pista che, una volta attraversata la strada, riparte sul lato mare del marciapiede, scorrendo lungo gli stabilimenti balneari fino al confine con Francavilla.
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