Rosini: «In prima fila ogni giorno con la paura dei contagi»

PESCARA. «Questa seconda ondata rischia di travolgerci, perché siamo già provati dalla fatica dei mesi precedenti, dall’impegno profuso soprattutto in alcuni reparti come Malattie infettive e Terapia...
PESCARA. «Questa seconda ondata rischia di travolgerci, perché siamo già provati dalla fatica dei mesi precedenti, dall’impegno profuso soprattutto in alcuni reparti come Malattie infettive e Terapia intensiva, perché non abbiamo avuto modo e tempo per recuperare fisicamente e psicologicamente. Perché questo virus non colpisce solo i pazienti, ma anche chi li assiste e lascia in noi infermieri un senso d’impotenza senza eguali: la sofferenza dei malati, quella dei familiari segnati dal dolore dell’isolamento, quella di vedere morire una moglie e poco dopo il marito, quella di sentire il dolore dei figli, lo strazio di un ultimo saluto telefonico ai propri cari. Dolori che ti segnano, che ti porti dentro e che non riesci a dimenticare». È un grido di dolore quello che arriva da Irene Rosini, coordinatrice infermieristica della Terapia intensiva della Asl e da poco riconfermata alla presidenza dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Pescara.
Parla di una fase storica «pesante e difficile» tanto per i cittadini quanto per gli operatori sanitari, infermieri in primis, in quanto «il nostro impegno professionale è totalizzante e continua senza soluzioni di continuità dal marzo di questo terribile anno». «Non ci siamo mai fermati, facendo doppi turni, rinunciando a ferie e riposi e lavorando in condizioni disagevoli, indossando tutti i giorni indumenti speciali per l’intera durata del turno di lavoro: tute, maschere, visiere e guanti. È gravemente pesante combattere quotidianamente non solo la stanchezza e la paura del contagio, ma anche la stanchezza psicologica e morale», aggiunge Rosini, che ci tiene a ringraziare a nome di tutto il consiglio direttivo, recentemente rinnovato, «tutti i colleghi che si sono contagiati a causa del Covid, che continuano a lavorare nei reparti Covid e a prestare assistenza ai pazienti affetti dal virus nonostante le difficili condizioni di lavoro».
In questa fase delicata dell’emergenza sanitaria, l’ordine delle professioni infermieristiche intende lanciare alcune proposte rivolte alla Regione, all’assessorato alla Sanità e alle direzioni generali delle aziende sanitarie «affinché vengano assunte inderogabili e necessarie decisioni». «Bisogna garantire», sottolinea Irene Rosini, «il necessario ricambio degli infermieri che prestano assistenza ai pazienti Covid nei reparti Covid. La loro alta competenza ed expertise non può condannarli in situazioni lavorative senza uscita e senza periodi di pausa e di recupero psico-fisico». L’idea è di definire percorsi gestionali «che permettano rotazioni pianificate degli infermieri nelle diverse unità operative e che impediscano ai giovani neolaureati, che fra poco saranno reclutati e immessi nell’assistenza, di essere praticamente “buttati” nella prima linea dei reparti Covid senza un qualche inserimento, che non può essere garantito dagli infermieri già più che impegnati in quegli stessi reparti». «La preparazione dei professionisti alle competenze richieste da questa patologia», specifica Rosini, «non può essere successiva all’insorgere dell’evento emergenziale, ma va pianificata e resa possibile a priori, come peraltro evidenzia un rapporto dell’istituto superiore di sanità. Bisogna fare in modo che non ci siano altri infermieri con competenze specialistiche e una formazione più adeguata che emigrano in altre regioni a seguito di proposte lavorative più allettanti come contratti triennali o compensi più alti».
«Non neghiamo l’impegno della Regione e della Asl sul personale, ma bisogna cambiare qualcosa», conclude la presidente dell’ordine Rosini, «auspichiamo una maggiore attenzione delle autorità decisionali, perché gli infermieri sono una risorse fondante del sistema sanitario e il riconoscimento del loro valore e delle loro competenze di base e specialistiche non può più essere dato per scontato».
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