Ruba un telefonino in centro e chiede 50 euro di riscatto: minorenne finisce agli arresti

17 Giugno 2023

Il giovane dà appuntamento al padre della vittima che avvisa i carabinieri Scatta la trappola al terminal bus: il ragazzo portato in un centro per minorenni

PESCARA. «Dammi 50 euro e riavrai il cellulare rubato a tua figlia». È la richiesta estorsiva pronunciata due sere far da un ragazzino di appena 17 anni che probabilmente era sicuro di riuscire ad intascare quei soldi e invece è stato bloccato dai carabinieri e arrestato proprio nel momento in cui stava avvenendo lo scambio, vicino agli ex silos dell’area di risulta. Per il giovane, che si è cimentato in un’impresa troppo grande per lui, l’arresto è scattato per i reati di tentata estorsione e ricettazione.
Tutto comincia quando il 17enne, un extracomunitario, entra in possesso di un telefono rubato in centro a una ragazzina, anche lei minorenne (da accertare l’autore del furto). Il 17enne capisce subito che con quell’apparecchio può intascare qualche soldo. E così, quando il padre della giovane compone il numero di telefono della figlia per capire dove sia finito l’apparecchio, il 17enne risponde e mette subito in atto il suo piano. Fa capire immediatamente che per restituire quel telefonino vuole una ricompensa. La strategia è quella del “cavallo di ritorno” per cui il 17enne formula una richiesta di riscatto, spiegando che il cellulare tornerà nelle mani della legittima proprietaria solo pagando. Pretende 50 euro, per rinunciare all’apparecchio: lo dice a chiare lettere al padre della ragazza che non si fa supplicare e accetta la proposta. Fissano un incontro per lo scambio, si danno appuntamento nell’area di risulta. Ma in realtà il padre della vittima non intende in alcun modo sottostare alla richiesta del ladro o ricettatore che sia per cui si rivolge ai carabinieri per raccontare tutto, dal furto alla richiesta di denaro.
I militari dell’Arma, agli ordini del capitano Giovanni Rolando, organizzano subito un appostamento per monitorare la situazione e assistere in diretta all’incontro tra i due, in modo da intervenire tempestivamente e bloccare il giovane estorsore. Va tutto come programmato. Il 17enne arriva vicino all’ex silos e incontra il padre della giovane derubata. Al momento della consegna del denaro gli uomini dell’Arma entrano in azione e bloccano il giovane, che ha ancora il cellulare rubato tra le mani. La trappola nei suoi confronti è riuscita: deve rinunciare al telefono e ai soldi, il suo piano crolla miseramente in pochi secondi. Dopo le formalità di rito viene accompagnato in un istituto di pena minorile. Nel frattempo il cellulare è tornato nelle mani della proprietaria.
Solo pochi giorni fa, a pochi passi dall’area di risulta, è avvenuto un altro arresto, questa volta della polizia, sempre per tentata estorsione. Un romeno di trent’anni ha cercato di ottenere soldi dal vice parroco del Santuario della Divina Misericordia che non ha ceduto alle sue richieste ed è stato spintonato e minacciato da quell’uomo che pretendeva denaro senza motivo. Si è allontanato ma poi è stato rintracciato dalle pattuglie.
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