San Franco, piazzetta teologica e il restauro del campanile
FRANCAVILLA. Una chiesa culturale e inclusiva, il rilancio dell'oratorio di San Franco, le attività formative e il restauro del campanile i cui lavori dovrebbero partire nel volgere di poco tempo. A...
FRANCAVILLA. Una chiesa culturale e inclusiva, il rilancio dell'oratorio di San Franco, le attività formative e il restauro del campanile i cui lavori dovrebbero partire nel volgere di poco tempo. A poco meno di un anno dal suo insediamento a Santa Maria Maggiore, don Michele Masciarelli traccia un bilancio di questi primi mesi e indica la strada da seguire nel futuro prossimo, per rispondere alle esigenze della collettività.
«L'obiettivo a lungo termine è quello di costruire una parrocchia sinodale, dove tutti camminano insieme nella stessa direzione. Per farlo però è necessario raggiungere delle tappe intermedie, prima tra queste la riscoperta delle attività culturali. Già dal mio insediamento ho voluto dare un segnale in tal senso con le letture su Ludovico Quaroni. Adesso ho in mente una rubrica che intendo chiamare “Piazzetta teologica”. Un luogo in cui confrontarsi grazie anche alla presenza di ospiti come l'arcivescovo Bruno Forte, che verrà a trovarci in occasione del primo incontro, forse già in estate». Ed è proprio dal periodo estivo che don Masciarelli vuol ridare nuova luce all'oratorio, un argomento che ha fatto discutere fedeli e non e sul quale il parroco tiene a fare chiarezza: «Sto lavorando per riorganizzarlo e restituirgli il valore che merita. Già in autunno avevo fatto un primo tentativo che però non è andato come mi aspettavo. Voglio costruire una squadra di 7-8 persone a cui affidare la gestione di una struttura più semplice e aderente all'impostazione diocesana, con al suo interno la presenza del Centro sportivo italiano. Insieme a questo conto di sviluppare il tema dell'interparrocchialità, alla quale sto lavorando insieme alla chiesa degli Angeli Custodi, anche per favorire lo svolgimento del Grest». Nel frattempo ha ridato vita alla Caritas e all'Associazione Cattolica, dopo aver riportato in città il rito della benedizione delle case: «Da quello che mi dicono qui non si faceva da diverso tempo, invece io credo che sia un qualcosa di importante, perché aiuta a creare il rapporto tra fedeli, parroco e chiesa». La chiesa di Santa Maria Maggiore nei prossimi mesi andrà incontro a un restyling del suo campanile, in condizioni precarie e che verrà integralmente restaurato, grazie a un intervento per una spesa superiore ai 150mila euro: «Già la scorsa settimana, alcuni tecnici sono venuti per fare un primo sopralluogo. Chi vede oggi il campanile lo trova corroso, pieno di crepe, con i ferri a vista. Ma sarà così ancora per poco, perché in l'estate servirà per portare avanti i lavori di ristrutturazione e in autunno il nuovo campanile sarà ultimato». (a.d.s.)

