San Giovanni Teatino, è scontro politico sulla piscina comunale
SAN GIOVANNI TEATINO. L’opposizione si mobilita sulla piscina comunale, in difesa della Sangiò Nuoto, società da alcuni anni al timone del palazzetto del nuoto, dopo che l’amministrazione civica...
SAN GIOVANNI TEATINO. L’opposizione si mobilita sulla piscina comunale, in difesa della Sangiò Nuoto, società da alcuni anni al timone del palazzetto del nuoto, dopo che l’amministrazione civica ha annunciato un bando di gara per assegnare all’esterno la sola gestione degli spazi d’acqua, lasciando tutto il resto alla Sangiò. Ma i gruppi di minoranza non ci stanno e hanno già chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario.
«Sulla piscina chi mente spudoratamente è il sindaco Marinucci», tuona il consigliere, ex assessore Paolo Cacciagrano, «ormai lo hanno capito tutti, dai genitori dei ragazzi agli adulti praticanti, dai cittadini ai dirigenti della Sangiò Nuoto. Tant’è che è in corso una petizione che sta mobilitando tutto il paese. Il gioco delle tre carte di Marinucci è naufragato di fronte alla schiacciante evidenza. Tante sono le domande da porre al sindaco e, visto che si dichiara disponibile a rispondere, abbiamo subito presentato la richiesta per convocare un’assemblea straordinaria, con l’obiettivo di fare piena luce sulla questione piscina. Potrà quindi, in quella sede, informare i cittadini che interverranno certamente numerosi, e non nascondersi dietro soliloqui senza avere la possibilità di un confronto pubblico».
Secondo Cacciagrano, la gestione della piscina procede al meglio, senza registrare lacune e disservizi, quindi non c'è bisogno di cambiare niente.
«Un impianto sportivo funziona non perché le mura sono pubbliche, ma perché le attività che si svolgono al proprio interno sono di buona qualità» dice il consigliere, «la Sangiò, che attualmente gestisce tutte le attività – dalla scuola nuoto, all’agonistica, pallanuoto, sincronizzato e nuoto fitness – a detta di tutti, è il fiore all’occhiello di questo Comune. In soli tre anni, da 700 praticanti ha portato la frequenza a oltre tremila utenti, grazie alla elevatissima professionalità degli istruttori e alla capacità gestionale della società, pagando comunque annualmente al Comune circa 300mila euro per gli spazi d’acqua, riuscendo ciononostante a praticare una politica di prezzi contenuti, essendo una società senza fini di lucro, quindi senza utile d’impresa». (g.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

