San Valentino, domani il premio che ricorda il fotografo Di Venanzio

SAN VALENTINO. La sala Ammirati ospita domani alle 17 la cerimonia di premiazione della quinta edizione del concorso “Tonino Di Venanzio”, che ogni anno assegna riconoscimenti «a una personalità con...
SAN VALENTINO. La sala Ammirati ospita domani alle 17 la cerimonia di premiazione della quinta edizione del concorso “Tonino Di Venanzio”, che ogni anno assegna riconoscimenti «a una personalità con particolari meriti e di comprovata capacità ed esperienze nella sua attività professionale e accademica nell’ambito della fotografia».
Quest’anno il premio speciale, dedicato al ricordo del grande fotografo e artista originario di San Valentino, va alla fotografa campana Angela Maria Antuono.
“Abruzzo, che sorpresa!”, questo il tema dell’edizione 2019. Sono 464 le opere, a colori e in bianco e nero, arrivate da tutta Italia, ma anche da Canada e Portogallo. Il premio viene assegnato con la motivazione che la Antuono «riesce a proiettare magicamente il reale in una dimensione onirica. E dentro questo incantesimo si muovono i suoi personaggi, che lei affida alla regia del proprio cuore». Alcune opere dell’artista saranno esposte in una mostra allestita per l’occasione. A seguire, la proclamazione dei vincitori del concorso 2019 e l’esposizione collettiva con proiezioni video.
L’iniziativa è promossa da Di Venanzio Optical sas di Scafa, in collaborazione con le associazioni Tonino Di Venanzio, Amici del museo dei fossili e ambre, Sanvalentinesi fuori le mura. Il premio inoltre gode del patrocinio della Regione e consiglio regionale, Comune di San Valentino, Ente parco Majella. Curatore della manifestazione è Antonio Antinucci, il direttore artistico del concorso è Gianni Iovacchini.
«Vogliamo ricordare non solo il nostro affettuoso nonno, ma il fotografo Di Venanzio», spiega il nipote Fabio, «con i suoi scatti che esprimono sogni e speranze della nostra gente. Nelle sue fotografie ci sono le persone dei nostri paesi, con le loro storie spesso sofferte ma comunque piene di speranza. Al lavoro nei campi, ma felici nei ritratti dei matrimoni, donne e uomini, spesso con i loro bambini, pronti ad emigrare».
Per il direttore artistico Gianni Iovacchini «quella del 2019 è stata un’edizione del concorso fotografico che è stata capace di mettere insieme qualità e tecnica non comuni per le diversificate tematiche trattate».(w.te.)
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