Sciopero per il contratto all’Azienda Speciale: 50 euro in più sono pochi

I dipendenti protestano sotto il Comune: «Il sindaco può fare aumenti senza aspettare le direttive nazionali, negata un’equa retribuzione»
MONTESILVANO. Dipendenti dell’Azienda Speciale in sciopero per un giorno contro il mancato rinnovo del contratto nazionale Uneba, scaduto ormai da 5 anni. Come accaduto in diverse parti d’Italia, oltre un centinaio di lavoratori dell’ente strumentale del Comune che eroga servizi sociali in città si è unito al coro di protesta per chiedere un aumento degli stipendi in linea con gli altri lavoratori che operano nel terzo settore. La manifestazione pacifica, che si è tenuta ieri mattina in piazza Diaz, sotto al municipio, ha visto la partecipazione di circa il 70% dei circa 250 lavoratori dell’Azienda Speciale, rappresentati dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil.
«Siamo qui a protestare per difendere la dignità del personale del terzo settore, che opera nelle strutture socio-assistenziali, socio-sanitari e socio-educative associate a Uneba, o che comunque applicano il contratto nazionale di lavoro sottoscritto da Uneba, come ha fatto l'Azienda speciale di Montesilvano», ha spiegato Francesco Marcucci, segretario provinciale Uil Fpl. «È offensiva la proposta avanzata dai rappresentanti nazionali Uneba di un incremento di 50 euro mensili lordi da riconoscere alle lavoratrice e ai lavoratori di questo comparto. Un importo inadeguato e di gran lunga al di sotto di quanto riconosciuto da altre associazioni territoriali del terzo settore, come le cooperative sociali. Una vergogna, dopo cinque anni dall’ultimo rinnovo del contratto nazionale, con un’inflazione che ha raggiunto circa il 20%, con una perdita di potere d’acquisto drammatica. La proposta di Uneba è un incremento del 3,58%, una mortificazione per quei lavoratori, professionisti, tecnici che quotidianamente erogano un servizio di assistenza che rientra tra i diritti costituzionalmente tutelati, ma a loro il diritto a un’equa retribuzione è negato».
Tra i dipendenti in sciopero, anche Candida Paoletti: «Chiediamo una dignità professionale riconosciuta anche a livello economico, qualche garanzia in più anche relativamente alla maternità e alla malattia e un aumento che sia superiore ai 50 euro lordi proposti». Al termine dello sciopero, i rappresentanti dei sindacati e una delegazione di dipendenti hanno incontrato il vice sindaco Paolo Cilli che si è impegnato a farsi portavoce, con il sindaco Ottavio De Martinis e l’Azienda Speciale, delle istanze dei lavoratori. «Dalle istituzioni ci aspettiamo un segnale a sostegno di questa vertenza, a partire dal sindaco di Montesilvano», ha aggiunto Marcucci. «Nell’ultimo consiglio comunale di Montesilvano, sono stati ripristinati i compensi per il cda dell’Azienda Speciale e il sindaco ha dichiarato che non è giusto che persone che si prendono delle responsabilità nella nostra città debbano prestare la propria professionalità in maniera del tutto gratuita. È giusto. Ma ora chiediamo al sindaco se è giusto che gli stessi lavoratori che il cda rappresenta debbano prestare la loro professionalità sentendosi gratificati da una vergognosa proposta di rinnovo di soli 50 euro lordi mensili. Aggiungo che, se lui vuole, può rinnovare il contratto Uneba con una proposta identica a quelle delle cooperative sociali, senza aspettare gli indirizzi di carattere nazionale, perché l’Azienda Speciale di Montesilvano non è associata a livello nazionale, ma applica solo il contratto Uneba, scaduto da cinque anni».

