Scontrini, al via la lotteria ma non tutti sono pronti

È partito ieri il gioco con ricchi premi ideato per combattere l’evasione fiscale Le associazioni di categoria: «Ci sono dei costi che molti non possono affrontare»
«È partita la lotteria degli scontrini... Non ti resta che vincere!». Da ieri mattina lo slogan campeggia sul portale del Governo dedicato al nuovo concorso a premi (collegato al programma Italia cashless che comprende anche il cashback di Stato) messo a punto per incentivare i pagamenti elettronici e scoraggiare l’evasione fiscale. Dopo diversi rinvii e le ultime rimostranze delle associazioni di categoria, in primis Confcommercio e Confesercenti che avevano chiesto un ulteriore slittamento, ha preso ufficialmente il via la lotteria nazionale che distribuisce premi in denaro a chi fa acquisti con bancomat e carte di credito. Ma in Abruzzo non tutti gli esercizi hanno fatto aggiornare il registratore di cassa e sono quindi pronti per consentire ai clienti di partecipare alle estrazioni dei premi in palio. Nella maggior parte dei negozi di abbigliamento, calzature ed accessori, ma soprattutto di bar e ristoranti che hanno fatto fronte in questi mesi a pesanti riduzioni degli incassi a causa delle restrizioni anti Covid riuscendo a riaprire al consumo sul posto solo da ieri con l’avvento della zona gialla, la lotteria degli scontrini partirà in maniera non omogenea. Del resto è la stessa normativa a prevedere due mesi di tempo per consentire agli esercenti di aggiornare i registratori telematici con il nuovo software necessario per la trasmissione dei codici, individuando come tempo massimo per mettersi in regola il 1° aprile.
«I commercianti sono già in difficoltà, soprattutto quelli che sono stati chiusi, figuriamoci se pensavano alla lotteria degli scontrini», rimarca piccato Carmine Salce, direttore della Cna di Pescara, «sarà una partenza lenta perché le priorità sono altre anche per i consumatori. Questo provvedimento non risolve la crisi dei consumi. Diciamo pure che nella scala delle priorità la lotteria degli scontrini è all’ultimo posto». Per corroborare la propria tesi Salce cita i dati regionali di Unioncamere relativi al numero di imprese registrate e, in particolare, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni aggiornato al 31 dicembre scorso: delle 40.038 imprese registrate in Abruzzo, le iscrizioni ammontano a 6.939 a fronte di 6.606 cancellazioni con un saldo positivo di 333 unità.
«Ma questo dato va letto con attenzione», sottolinea Salce, «nonostante sussistano tutte le condizioni per chiudere le attività, i piccoli imprenditori scelgono di rimanere aperti soltanto nella speranza di poter ricevere qualche ristoro. Ma non potranno resistere ancora a lungo, anzi riteniamo che il numero delle cancellazioni crescerà in maniera esponenziale nei prossimi mesi».
Critiche sulla lotteria degli scontrini piovono anche da Confesercenti e Confcommercio. «Abilitare il registratore di cassa ha un costo che non tutti sono disposti ad affrontare», evidenzia Gianni Taucci (Confesercenti), «la procedura poi è complicata e non tutti hanno la disponibilità immediata di un tecnico. Ancora una volta sono i piccoli imprenditori a dover pagare di tasca propria per un provvedimento del Governo che non rappresenta un’opportunità, ma piuttosto incrocia il disagio sociale e il cui costo sarebbe dovuto spettare allo Stato».
«Le imprese si adegueranno in ritardo», conferma anche Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio di Pescara, «la maggior parte degli iscritti alla Confcommercio sono micro-imprese che in questo momento non hanno alcun guadagno. Avevamo chiesto lo slittamento perché in questo momento rischiamo di creare ulteriori problemi senza incidere né sui bilanci del Governo e né sui problemi reali del comparto come gli stipendi arretrati, gli affitti da pagare nonostante le chiusure o il calo dei consumi».

