Scontro in consiglio sulle tasse: aumenta la Tari per le famiglie

Pesanti proteste dell’opposizione in aula, l’assessore Marangoni minaccia di chiamare i vigili Approvate le nuove tariffe: si prevedono piccoli incrementi per i cittadini, riduzioni per le imprese
SCAFA. Scontro sulle tasse, tra maggioranza e opposizione, in consiglio comunale a Scafa, lunedì scorso. I consiglieri di minoranza Fabio Antonio Di Venanzio, Valter De Luca, Maurizio Giancola e Manuela Di Fiore del gruppo “Scafa verso il Futuro”, attaccano: «Dopo la propaganda degli anni scorsi nessuna riduzione delle tasse per cittadini e imprese». Ma il sindaco Giordano Di Fiore e il presidente del Consiglio comunale con delega al Bilancio, Dino Marangoni, ribattono: «Non è vero, c'è stata una riduzione delle tasse in alcuni casi e siamo riusciti a tutelare famiglie e attività commerciali». Secondo i consiglieri, sulla Tari «ci siamo astenuti dal voto a causa degli aumenti" seppur lievi». Dall'assise, durante la quale maggioranza e opposizione si sono confrontati con toni accesi, è emerso che «per quanto riguarda la Tari le utenze domestiche subiranno un lieve aumento di un euro o al massimo dieci euro», spiega Marangoni, «sulla base del calcolo dei metri quadri e dei numero dei componenti dei nuclei familiari, mentre maggiori benefici sono riservati alle attività commerciali, meccanici, bar, ristoranti, elettrauto, pasticcerie, supermercati, macellerie, negozi alimentari che pagheranno meno dello scorso anno. Esempio: un ristorante di 100 metri quadrati pagherà 67 euro in meno, da 1.170 euro a 1.103; mentre un bar 48 euro in meno, da 938 a 890. I b&b, un tempo classificati come utenze domestiche, ora sono sotto la denominazione “alberghi senza ristorazione” quindi anche per loro il costo è lievitato, ma parliamo sempre di spiccioli, da 3 a 5 euro». Marangoni precisa che «tutti i calcoli di aumento e abbassamento delle tariffe non sono decisi dal Comune ma indicati dall'Arera «l' Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, organismo nazionale che tutela l'interessi dei consumatori attraverso attività di monitoraggio». Il gruppo di opposizione, composto tra gli altri dall'ex sindaco Maurizio Giancola, ha precisato «per anni siamo stati criticati per non aver abbassato le tasse, oggi la maggioranza, che al contrario ha sempre sostenuto di volerlo fare, ha sostanzialmente confermato la linea precedente». Su Imu e Irpef l'opposizione sostiene di aver «espresso il voto favorevole» mantenendo la linea del precedente mandato. Secondo Marangoni, invece, «la polemica che si è scatenata in aula, con toni accesi da parte dell'opposizione, mi ha costretto a minacciare di chiamare le guardie, riguardava Tari e Imu. Per quest'ultima abbiamo chiarito che si potrà abbassare in conseguenza della riduzione dei costi energetici, per ora sarà utilizzata per pagare i debiti che abbiamo ereditato». E ripercorre, il presidente del Consiglio comunale: «Quando siamo stati eletti, nel giugno 2022, ci siamo trovati una patata bollente ereditata dall'amministrazione Giancola, ovvero circa 300mila di bollette luce e gas non pagati. La nostra amministrazione sta pagando quel debito, rateizzato a 30mila euro al mese, circa. L'imu ammonta al 10,60 per mille sulle seconde case, la tariffa è rimasta invariata sì, la stessa istituita dall'amministrazione precedente. L'abbasseremo quando diminuiranno i costi energetici e lo abbiamo promesso in sede di consiglio».

