Scontro sul rimpasto in giunta: FdI vuole disertare il consiglio

26 Settembre 2021

Scaduto da due settimane l’ultimatum sull’esecutivo, Fratelli d’Italia ora minaccia azioni eclatanti Non si trova l’accordo sulla sostituzione degli assessori, si pensa di far entrare due donne e un uomo 

MONTESILVANO. Settimana cruciale, la prossima, per la politica montesilvanese: il primo cittadino Ottavio De Martinis procederà con il rimpasto o si presenterà in aula con l’attuale giunta rinunciando alla presenza di Fratelli d’Italia? In vista della seduta del consiglio comunale in programma giovedì mattina, infatti, in molti si chiedono se la quadra verrà trovata oppure no. Seppure il gruppo consiliare più numeroso dell’assemblea, composto da sette consiglieri capitanati dal capogruppo Marco Forconi, continui a percorrere la strada del silenzio, infatti, c’è chi garantisce che gli esponenti di Giorgia Meloni siano ormai stanchi dei rinvii.
È per questa ragione che il gruppo, con l’appoggio dei coordinatori locali, starebbe valutando la possibilità di non presentarsi in piazza Diaz in occasione dell’appuntamento con il rendiconto di gestione 2020. Un’assenza che non comprometterebbe la stabilità del sindaco dal punto di vista numerico, ma che rappresenterebbe senza dubbio un duro colpo dal punto di vista politico per il centrodestra montesilvanese e non solo. Il tempo dell’attesa e della pazienza per il gruppo FdI sembra, dunque, ormai terminato. Sono trascorsi, infatti, sei mesi da quando i 5 ex ribelli del gruppo SiAmo Montesilvano hanno fatto il loro ingresso nel partito di centrodestra portando a 7 il numero di componenti e da allora il rimpasto di giunta è stato sollecitato con costanza. Ma la discussione è stata prima posticipata per lasciare spazio ad altre priorità dell’amministrazione comunale e poi avviata sui tavoli politici dei partiti di maggioranza senza tuttavia arrivare finora a una soluzione che accontentasse tutte le parti. Come più volte evidenziato, Fratelli d’Italia vorrebbe tre scranni in giunta, due da assegnare ad assessori di sesso maschile e uno a una donna. Di contro, il sindaco sarebbe disposto ad assecondarli nel numero ma non nel genere, preferendo due donne e un uomo.
Nei giorni scorsi, sul tavolo delle trattative sarebbero approdate altre due proposte per il partito di Meloni: tre assessori (due donne e un uomo) e un ruolo in una delle società partecipate dal Comune per un quarto componente FdI, oppure due assessori (un uomo e una donna) e lo scranno del presidente del consiglio comunale, oggi occupato da Ernesto De Vincentiis (Lega). Ma anche in questo caso, il gruppo consiliare sarebbe rimasto fermo sulle sue posizioni. In che modo il sindaco riuscirà a risolvere la questione e a far tornare la pace all’interno della sua maggioranza ballerina? Difficile stabilirlo, così come appare tutt’altro che semplice prevedere chi dovrà fare le valigie tra i componenti dell’esecutivo. Se in un primo momento gli assessori più a rischio sembrano essere Anthony Aliano e Sandra Santavenere, il primo in quanto unico uomo della Lega e la seconda perché esponente esterna dai partiti, ora a traballare potrebbe essere anche la poltrona di uno dei due uomini di Montesilvano in Comune e di una delle due donne della Lega. Una delle possibilità per far quadrare i conti potrebbe essere quella di chiedere a Montesilvano in Comune di sostituire un suo uomo con una donna.