Scoperto terreno contaminato: scatta l’allarme in via dei Peligni

Le analisi hanno segnalato sostanze chimiche oltre i limiti di guardia nell’area e nelle acque di falda Bloccati i lavori per realizzare un centro residenziale e un nuovo asilo, il Comune ordina la bonifica
PESCARA. È allarme in via dei Peligni, nel cuore del quartiere di Porta Nuova. I tecnici del Comune hanno scoperto un terreno fortemente inquinato, nello stesso punto dove erano in corso i lavori per realizzare un centro residenziale con alloggi sociali, un nuovo asilo nido e locali comunali, per una spesa di oltre 3 milioni di euro. L’emergenza è scattata a maggio scorso, quando sono arrivate le nuove analisi in cui è emerso un peggioramento dell’inquinamento. Ma la vicenda è stata resa nota soltanto ieri quando il consiglio comunale ha approvato l’apposita delibera per dare il via ai lavori di somma urgenza per la bonifica.
La situazione, a detta dei tecnici, appare piuttosto preoccupante perché, oltre al terreno intriso di sostanze chimiche tossiche, soprattutto idrocarburi, risultano inquinate anche le acque di falda. I primi allarmi sarebbero suonati nel 2021 ed è per questo che da circa un anno i lavori per costruire quattro nuovi immobili con case e asilo sono fermi.
il sopralluogo Del resto, il verbale di somma urgenza, che i tecnici dell’ente hanno provveduto ad inviare nel maggio scorso agli organi competenti dopo un sopralluogo, è chiaro al riguardo. «Si è aggravata», ha scritto il Responsabile unico del procedimento dell’ente Angelo Giuliante, «la condizione di rischio e pericolo imminente derivante dall’accertamento di un peggioramento dello stato qualitativo delle acque di falda riscontrato in occasione di un monitoraggio svolto nel mese di maggio 2022». E ancora: «Il livello di contaminazione riscontrato è allarmante e non trova congruenza con il quadro ambientale pregresso (precedente monitoraggio del febbraio 2020). È necessario intervenire a salvaguardia della pubblica incolumità con l’attivazione di immediate misure di prevenzione necessarie a garantire il contenimento della contaminazione all’interno del sito».
i primi interventi E i primi interventi sono già partiti con l’emungimento delle acque di falda. Le acque vengono temporaneamente convogliate in idonei serbatoi di contenimento fuori terra e periodicamente avviate allo smaltimento. Il Responsabile unico del procedimento concludeva così la sua nota: «È interesse esclusivo dell’ente evitare qualsiasi forma di danno a persone e/o a cose rispetto a una reale esposizione di pericolo per la cittadinanza e, dunque, si impone un intervento immediato senza alcun indugio». Quindi, «ricorrono le condizioni di estrema necessità e urgenza per la rimozione dello stato di pregiudizio alla pubblica e/o privata incolumità».
la perizia Sulla stessa linea la perizia giustificativa che era stata trasmessa il 31 maggio scorso all’Arta, alla Regione, alla Provincia, alla Asl di Pescara e alla prefettura e in cui veniva stimata una spesa per la bonifica pari a 100.218 euro.
via alla bonifica Così, ieri il consiglio comunale ha provveduto ad approvare l’apposita delibera per stanziare i fondi necessari, tramite un debito fuori bilancio, per gli interventi di somma urgenza. L’ammontare dei lavori, a seguito di un ribasso d’asta, è pari a 91.080 euro. «Il ricorso alla procedura d’urgenza», avverte tuttavia il provvedimento approvato, «non può, comunque, attuarsi in spregio alle norme vigenti in tema di controllo e vigilanza sui contratti pubblici, mancando in questo caso il nesso di strumentalità tra l’esigenza di tempestivo intervento e la deroga al procedimento di controllo, per cui l’affidamento deve riscontrare positivamente tutte le condizioni della normativa in materia». Intanto, ieri, i consiglieri del Pd e del Movimento 5 Stelle hanno invitato l’amministrazione comunale a denunciare alla procura della Repubblica la contaminazione del terreno.

