Scuola Alberghiera: messo in vendita lo storico palazzo

5 Novembre 2020

L’ex Grand Hotel di Porta Nuova fu inaugurato nel 1910 52 anni fa ospitò i primi 15 studenti e il preside D’Incecco

PESCARA. Centodieci anni fa era il fastoso Grand Hotel di Porta Nuova e 52 anni fa la prima Scuola Alberghiera di Pescara. Oggi è in vendita lo storico edificio, ad angolo tra via Vittoria Colonna e via Orazio, e la città perde un altro pezzo della sua identità, dopo il vicino corpo del fabbricato della vecchia stazione ferroviaria di Porta Nuova.
Diversi cartelli, con un numero di telefono e il riferimento di un’agenzia immobiliare con sede a Roma, sono spuntati sui balconi dell'ex albergo inaugurato nel luglio 1910 (circa un mese prima del teatro Michetti) dove oltre mezzo secolo fa si affacciavano i primi 15 studenti, in seguito divenuti 45, cercati a caso, nei paesi dei dintorni, dall'indimenticato primo preside e fondatore della scuola, Giuseppe D'Incecco e da un suo professore, Nicolò Di Garbo, oggi 89enne. E' lo stesso docente pescarese, di origini palermitane, a raccontare ai tanti studenti incontrati negli anni e nelle pagine di un libello scritto a quattro mani con il collega Domenico Morrone, la nascita di quello che oggi, in via dei Marsi, è l'istituto alberghiero "Filippo De Cecco" (Ipssar) con oltre 1400 studenti, guidato dalla preside Alessandra Di Pietro.
«Era il 1968», ricorda Di Garbo, «quando l'ex Grand Hotel, antistante la stazione ferroviaria di Porta Nuova, ormai chiuso da molti anni, fu scelto per accogliere gli studenti che avrebbero frequentato il nuovo istituto professionale. Come dimenticare le sue bellissime facciate e le splendide cupolette realizzate in vetro e ferro battuto, sormontate ai lati da due aquile. Erano gli anni in cui Pescara e il suo circondario cominciavano ad aprirsi al turismo. E noi a scoprire i prodotti di questa terra, la pasta fatta a mano, il pollo ruspante, l'olio buono, il maiale allevato dai contadini e gli arrosticini, a noi del tutto sconosciuti».
Dell'imponente struttura con la forma angolare e l'ingresso che si affaccia sull'unica parete rimasta in piedi della vecchia stazione ferroviaria del quartiere a sud del fiume, messa in vendita con ogni probabilità da privati, non si conosce il futuro. E' ancora presto per dire chi l'acquisterà e quale destinazione avrà l'immobile. E' certo, però, che il fabbricato tardo liberty dovrebbe essere sottoposto a vincoli, secondo l'opinione dello storico Licio Di Biase che commenta: «Data l'importanza dell'edificio, inaugurato 110 anni fa, ritengo che la Sovrintendenza dovrebbe porre un vincolo» a protezione di un bene che ha fatto gran parte della storia della città. Nel 1968 il Comune di Pescara mise a disposizione quell'edificio tra via Orazio e via Colonna e il Provveditorato agli studi dell'epoca nominò a capo dell'istituto il preside D'Incecco. Il quale si mise subito al lavoro per rimettere a nuovo un edificio che presentava diverse criticità strutturali e negli arredi.
Poi, fatta la scuola, bisognava trovare gli studenti. Nel settembre dello stesso anno «la città e altri comuni limitrofi», ricorda Di Garbo, «furono tappezzati di manifesti con la scritta "Apertura scuola alberghiera" con il ritratto di cuochi con il classico cappello e di camerieri. Le iscrizioni furono raccolte direttamente dentro le abitazioni». Nell'anno scolastico 1968/69 l'istituto aprì i battenti con «45 alunni, 15 insegnanti, due bidelli e alcuni collaboratori della segreteria». Oltre ai prof Morrone e Di Garbo (che prima di approdare a Pescara lavorava come primo barman nel Grand Hotel di Montesilvano inaugurato nel 1964 dal cantante Nunzio Filogamo), gli insegnanti del primo anno furono le docenti Maria Pia d'Aprile, Balestra e Sersante, Gabriella Potì, Maria Pia Rossi, Silvia Serafini, Emilia Spina, il professor Gianni D'Ottavio e il professor Tritapepe, in amministrazione Giorgio Esposto e don Rolando, docente di religione. C'era anche lo scomparso (2013) Raffaele Vitale, all'epoca insegnante di francese, in seguito lungimirante e capace preside rimasto alla guida della scuola per circa 30 anni a partire dal 1979, anno in cui D'Incecco gli passa il testimone. Nel 1989 l’Ipas (all’epoca si chiamava istituto professionale alberghiero di Stato) si trasferisce in via Tirino, mutando la denominazione in Ipssar. Nel settembre 2012 la sede viene centralizzata in via dei Sabini, nell’ex collegio Aterno, attuale sede.
©RIPRODUZIONE RISERVATA