Scuola, il nuovo contratto premia 23mila insegnanti

21 Gennaio 2024

Stipendi più alti per i docenti, ma anche per il personale Ata e gli amministrativi Incrementi mensili da un minimo di 96 euro ai 190 dei direttori di servizi generali

L’AQUILA . Stipendi più alti per circa 23mila docenti abruzzesi. Il rinnovo del contratto nazionale della scuola, operativo dal 19 gennaio scorso, porterà aumenti in busta paga per insegnanti, personale Ata e amministrativi. Le somme medie mensili variano dai 124 euro dei docenti ai 96 euro del personale Ata. I direttori dei servizi generali e amministrativi percepiranno 190 euro in più. Le novità riguardano anche il piano normativo a partire dai precari che si vedranno riconosciuti, per la prima volta, tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari.
gli effetti in abruzzo
«Finalmente i lavoratori di scuola, università e ricerca hanno un contratto collettivo rinnovato», spiega Pino La Fratta, segretario generale Flc-Cgil Abruzzo e Molise. Novità che, in Abruzzo, riguardano 28mila dipendenti, 22.500 docenti e 5.550 Ata, oltre al personale degli atenei, dei conservatori e degli enti di ricerca. La sottoscrizione definita del contratto è arrivata giovedì 18 gennaio, a distanza di sei mesi dalla firma dell’ipotesi contrattuale. «È stato necessario attendere un lunghissimo iter di certificazione da parte degli organismi di controllo», evidenzia La Fratta. «Siamo soddisfatti del traguardo raggiunto, che introduce importanti novità oltre che su piano salariale, permessi retribuiti per i precari, progressione di carriera e tutela delle donne vittime di violenza».
le prossime sfide
Portati a casa i primi risultati, i sindacati guardano già al prossimo obiettivo: avviare le trattative per il rinnovo del triennio contrattuale 2022-2024 (il contratto appena sottoscritto ha scadenza 2022). «La priorità assoluta», sottolinea La Fratta, «sarà l’incremento degli stipendi in rapporto all’inflazione al fine di tutelare pienamente il potere d’acquisto delle retribuzioni. Il governo dovrà fare la sua parte incrementando le risorse previste nella legge di bilancio 2024». Queste alcune delle novità contenute nel nuovo contratto della scuola: per i precari il diritto a tre giorni di permesso retribuito, per i docenti il riconoscimento alla formazione quale attività di servizio, per il personale Ata la revisione dell’ordinamento professionale. Per quanto riguarda gli aspetti economici, la parte prevalente degli aumenti retributivi accordati è già stata attribuita con l’anticipazione contrattuale di dicembre 2022: con la firma definitiva dell’accordo verrà distribuita la parte residua delle risorse, con un incremento di ulteriori 13 euro mensili per i docenti, 6 euro per gli Ata e 65 euro per i direttori, con i relativi arretrati da gennaio 2022. «Complessivamente, l’aumento medio ottenuto con il rinnovo contrattuale 2019-2022 è pari a 110 euro mensili», aggiunge La Fratta, «con alcune differenze a seconda delle mansioni». A tutto il personale in servizio nell’anno scolastico 2022-2023, compresi i supplenti annuali, sarà corrisposto, inoltre, un emolumento una tantum pari a 63,84 euro per i docenti e 44,11 euro per il personale Ata. Nel contratto collettivo figura l’innalzamento, dal 1° gennaio 2024, del 10% dei compensi orari che spettano al personale della scuola per le prestazioni aggiuntive all’orario d’obbligo, i cosiddetti straordinari. Sono state innalzate anche le indennità di bilinguismo e trilinguismo, di lavoro notturno e festivo. Vengono innalzati di 100 euro e di 200 euro, rispettivamente, gli importi annuali della prima e della seconda posizione economica del personale Ata, con decorrenza retroattiva a partire da maggio 2023. I docenti che partecipano alle attività di formazione sono considerati in servizio a tutti gli effetti: la formazione si svolge in orari che non coincidono con le ore destinate all’attività di insegnamento. Per quanto riguarda il lavoro a distanza del personale amministrativo vengono previste due modalità: il lavoro agile e quello da remoto. Nel primo caso le attività vengono svolte, su accordo tra le parti, senza precisi vincoli di orario e luogo di lavoro, ma stabilendo forme di organizzazione per fasi e obiettivi. Il lavoro da remoto, invece, prevede vincoli di tempo e di alcuni obblighi in presenza: l’attività può essere svolta dal domicilio del dipendente o in un altro idoneo concordato con l’amministrazione.
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