Scuole di legno, ora c’è un piano «I fondi europei per fare i lavori»

6 Febbraio 2022

L’amministrazione vuole terminare le strutture in via Di Pietro e in via Inghilterra con gli aiuti del Pnrr Il vice sindaco Cilli svela i dettagli del progetto e annuncia: «È il momento di riprendere l’opera»

MONTESILVANO. Il Pnrr potrebbe finalmente consentire a Montesilvano di avere, in un futuro non troppo lontano, le sue due scuole di legno. È questa la speranza dell’amministrazione comunale che conta di riuscire a intercettare fondi utili per riprendere la realizzazione delle strutture che da quasi un decennio giacciono abbandonate. Un contenzioso con la società che avrebbe dovuto occuparsi della costruzione delle due scuole, approdato in tribunale e non ancora risolto, ha bloccato le opere. La sospensione dei lavori ha lasciato in particolare lo scheletro di legno in via Migliorino Di Pietro a marcire sotto le intemperie, con buona pace delle famiglie del quartiere Ranalli, che attendono quella scuola da anni, o di quelle del Pp1, dove la struttura di via Inghilterra non ha fatto neanche in tempo a sorgere prima dello stop del cantiere.
Un percorso travagliato
Da allora le interlocuzioni tra il Comune, il Cme (Consorzio imprenditori edili) e la Ing Lease Italia Spa, le imprese che avrebbero dovuto realizzare i due poli scolastici attraverso la formula del leasing in costruendo, si sono svolte davanti a giudici e avvocati. E di recente, le società hanno presentato ricorso contro la sentenza che l’estate scorsa le ha condannate a un risarcimento di circa 200mila euro nei confronti del Comune. Gli accordi prevedevano, infatti, che l’Ati realizzasse le due scuole, da 2 milioni di euro ciascuna, per poi essere rimborsata dal Comune, una volta terminate le opere, con canoni di affitto periodici. Dopo l’avvio del cantiere, però, nel 2012 l’amministrazione Di Mattia presentò alla ditta delle richieste di variante dei progetti per rendere più funzionali le scuole. La caduta dell’amministrazione Di Mattia, e la mancata disponibilità economica da parte del Comune a sborsare 400 mila euro annui, hanno bloccato la ripresa dei lavori e portato la questione davanti ai giudici. Inoltre, il tribunale non si è espresso sul diritto di superficie concesso a suo tempo alle imprese e che non consente, ad oggi, al Comune di tornare in possesso dell’area. Eppure la città ormai è stanca di attendere e l'amministrazione ha deciso di accelerare.
il piano «Ora che c’è la possibilità dei fondi europei del Pnrr», spiega il vicesindaco con delega all’istruzione, Paolo Cilli, «il nostro obiettivo è arrivare presto a una soluzione condivisa con l’Ati che ci consenta di riprendere la costruzione delle scuole. Credo che l’ideale sarebbe: per la scuola di via Di Pietro, destinare il piano terra all’unica classe della scuola dell’infanzia Saline e alle tre classi di via Salvemini», prosegue, «e al piano superiore agli alunni della primaria di via Costa. Per la struttura di via Inghilterra vorremmo destinare gli spazi i della scuola dell’infanzia di via Dante e a quelli della primaria di viale Abruzzo».