Scuole medie, tamponi in classe per 4mila alunni dall’8 febbraio

L’esame anche su 1.800 insegnanti e personale Ata. Ieri positivi altri tre docenti alla primaria dei Colli I genitori dell’istituto 5 replicano all’assessore: «I contagi colpa di docenti e dipendenti poco prudenti»
PESCARA. Da lunedì 8 febbraio partiranno gli screening di massa nelle scuole medie della città. I tamponi rapidi si faranno direttamente in classe. Complessivamente saranno 4042 i bambini e 1800, tra insegnanti e personale Ata, le persone che saranno sottoposte a test rapido antigenico nell’ambito della campagna anti Covid predisposta da Asl e Comune.
Dopo il 15 febbraio, al ritorno in classe dopo le due settimane di isolamento domiciliare, saranno screenati anche gli oltre 2000, tra studenti, docenti e collaboratori scolastici delle tre scuole, media Rossetti (comprensivo 5), media Benedetto Croce (comprensivo 6) e media Mazzini (del comprensivo 3 che ha gli altri plessi in quarantena) chiuse due giorni fa con una ordinanza del sindaco Carlo Masci. I tamponi saranno eseguiti anche negli istituti paritari Nostra Signora e Ravasco. Una volta terminate queste operazioni nelle scuole medie, saranno avviati i test nelle primarie.
L’annuncio arriva dopo il vertice di ieri pomeriggio, nella direzione sanitaria di via Paolini, tra il manager Asl Vincenzo Ciamponi, l’assessore all’Istruzione Gianni Santilli, l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia e al Patrimonio Patrizia Martelli. Per la Asl erano presenti, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, le coordinatrici degli screening Rita Mazzocca e Daniela Arcieri Mastromattei, la coordinatrice infermieristica Irene Rosini, il presidente dell’Ordine dei medici Maria Assunta Ceccagnoli e responsabili della Protezione civile.
Intanto il virus non concede tregua a 9 istituti su 10. Una classe di venti alunni della primaria Flaiano (comprensivo 2) è in isolamento domiciliare da oggi e per i prossimi 14 giorni. Non risultano docenti contagiati. Tre insegnanti positivi, invece, alla primaria di Largo Madonna ai Colli. In una scuola di Pianella, nel Pescarese, una classe è andata in quarantena dopo la scoperta di casi di contagio in un’azienda.
Dunque, dopo le anticipazioni al Centro nei giorni scorsi, ora è ufficiale: test rapidi antigenici nelle scuole medie dal prossimo 8 febbraio. Saranno coinvolti anche i docenti e personale Ata. Gli operatori sanitari effettueranno gli esami direttamente nelle aule scolastiche, per cui i ragazzi non dovranno spostarsi altrove. Spiega nei dettagli, l’assessore Santilli: «L’8 febbraio cominceremo gli screening nei comprensivi 1,2,4, 7, 8, 9 e 10. Dopo il 15 toccherà ad alunni e personale delle medie chiuse, nei comprensivi 3,5 e 6. Test anche alle paritarie Nostra Signora e Ravasco. Successivamente, una volta terminate le operazioni alle medie, cominceremo con le primarie e scuole dell’infanzia. Domani (oggi, ndr) la Asl ci informerà sul numero dei medici, pediatri e infermieri di cui disporremo per eseguire i test nelle scuole». Una volta pronta la lista degli organici, «comincerò a stilare l’elenco dei comprensivi da cui partire» precisa l’amministratore, «la Protezione civile fornirà i tamponi e le attrezzature necessarie».
Intanto, all’assessore Santilli che ieri ha bacchettato quei genitori che non rispettano le regole della sicurezza, arriva la risposta di alcuni genitori, in una nota a firma di Amedeo Petrilli e altri consiglieri dell’istituto Pescara 5. «Rappresentanti dei genitori segnalano che docenti e Ata del nostro istituto adotterebbero comportamenti non prudenziali», scrive Petrilli, «piuttosto che assegnare colpe, dovremo tutti sensibilizzarci ad un maggior rispetto dei protocolli di sicurezza, in primis chi ha la responsabilità di custodia ed educazione. Inoltre, non è vero che le 3 classi quinte di via Gioberti ospitate nel plesso Rossetti non sarebbero in contatto. Lo sono perché usano gli stessi bagni e corridoio. A oggi, non ci sono focolai alla Rossetti che giustifichino provvedimenti così duri». Alla nota, i genitori hanno allegato un documento del Dipartimento di Prevenzione Asl secondo il quale «la chiusura della Rossetti è stata predisposta dal sindaco e non dallo scrivente servizio», dal momento che, a parere della Asl, «non sussistono criteri epidemiologici per giustificare un provvedimento di simile entità».

