Scutti: «La Sasi lavora Sono gli scarichi abusivi a inquinare»

8 Luglio 2015

Il presidente della società acquedottistica chietina commenta il conferimento della “Bandiera nera”

PESCARA. «Smentiamo ogni accusa. I nostri depuratori sono tutti rispettosi della legge, mica le inquiniamo noi le foci». Così il presidente della Sasi, Domenico Scutti commenta la “Bandiera nera” di Goletta Verde di Legambiente simbolicamente attribuita alla Sasi, l’azienda che gestisce acquedotti, depurazione e fognature per 92 Comuni della Provincia di Chieti compresi nel territorio dell'Ato 6 Chietino.

«Ad esempio sul Feltrino», continua Scutti, «c'è una marea di scarichi abusivi, ma nessuno si preoccupa di monitorarli. Quanto all'inchiesta sui 12 depuratori la procura di Lanciano ha appena riconosciuto e apprezzato la nostra collaborazione e ci ha concesso del tempo fino a settembre per ottemperare alle prescrizioni che già stavamo portando avanti. Nel 2011, quando è partita la nostra opera di miglioramento degli impianti, la situazione era molto peggiore e lo stato delle acque grazie al nostro impegno è nettamente migliorato».

La bocciatura da parte dell'associazione ambientalista parte proprio dall'inchiesta sul funzionamento del sistema di depurazione nella zona di competenza della Procura di Lanciano, che ha portato al sequestro di 12 impianti e all'iscrizione nel registro degli indagati del presidente della società per «violazioni ambientali persistenti e gestione dolosa», fino al risultato di alcuni campionamenti svolti dal laboratorio mobile di Legambiente il 19 giugno scorso. L'associazione, facendo riferimento alla normativa nazionale in materia di acque di balneazione, ha indagato sui parametri microbiologici di alcuni tratti del mare abruzzese definendo come «inquinato» il campione la cui presenza di Enterococchi intestinali è maggiore di 200 UFC/100 ml e gli Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml e «fortemente inquinato» il campione con Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e con Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml. Nel chietino i quattro monitoraggi effettuati hanno prodotto un riscontro di tratto di mare «fortemente inquinato» alla foce del fosso Vallelunga, sulla spiaggia di San Silvestro, ai confini tra il comune di Francavilla al Mare e Pescara; alla foce del fiume Moro, in località Acquabella-San Donato del comune di Ortona; alla foce del fosso San Giovanni, in località La Penna di Fossacesia e alla foce del fosso Marino a Vasto Marina. «Chiediamo controlli e interventi rapidi sulla depurazione» interviene Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo che ha un ruolo fondamentale in termini di protezione ambientale, per la conservazione della biodiversità, per la tutela della salute pubblica e per la qualità dei nostri territori che fanno turismo. Per fare questo, la Regione deve finalmente istituire anche un tavolo sui contratti di fiume per garantire la partecipazione di tutti i soggetti interessati»

Daria De Laurentiis

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