Sgravi totali alle aziende se assumono gli under 36

15 Maggio 2021

Al Sud possono durare fino a quattro anni. Esoneri anche a chi non licenzia

L'AQUILA . Sei mesi di prova, in azienda, senza pagare gli oneri contributivi. A patto che, poi, il lavoratore venga assunto. E per gli under 36, l'agevolazione sale a 3 anni e mezzo, un anno in più per le imprese abruzzesi: questo il lasso di tempo, individuato dal Governo, in cui le imprese saranno esenti dal versamento dei contributi per i neo-assunti. È l'ultima novità, in ordine di tempo, introdotta nel decreto Sostegno bis, ormai in dirittura d'arrivo. Il contratto di rioccupazione spinge sull'assunzione dei giovani, facendo leva sull'azzeramento delle tasse.
CONTRIBUTI GRATIS. Le aziende che assumeranno giovani fino a 36 anni di età potranno contare, dunque, su tre anni e mezzo di sgravi fiscali e contributivi, in base al provvedimento, a tempo indeterminato e senza una scadenza temporale, legato alla formazione e a un periodo di prova di massimo sei mesi. Gli sgravi saranno totali, al 100%, ma dovranno essere restituiti al termine del semestre di valutazione, nel caso in cui il lavoratore non dovesse essere assunto.
Il contratto di rioccupazione riguarderà, in modo indifferenziato, tutti i dipendenti ma i nuovi sgravi, per gli under 36, saranno cumulabili con quelli destinati solo ai giovani e già a disposizione delle aziende.
SGRAVI DOPPI. In Abruzzo, come in altre sette regioni del Sud, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, il vantaggio per le aziende sarà duplice: i sei mesi di sgravi del contratto di rioccupazione potranno aggiungersi all’esonero contributivo del 100% già previsto per i datori di lavoro privati che, nel biennio 2021-2022, assumono o stabilizzano giovani di età inferiore ai 36 anni. L’esonero dura, attualmente, 36 mesi, aumentati a 48 mesi se l’assunzione avviene nelle aree del sud. L’obiettivo auspicato dal Governo è «mettere in moto un sistema che favorisca la ripartenza del mercato del lavoro dopo la crisi innescata dalla pandemia da Covid- 19, e offrire un’alternativa ai licenziamenti, il cui primo blocco scade il 30 giugno».
ESONERI A CHI NON LICENZIA. Proprio per scongiurare il rischio di un’ondata di licenziamenti nei settori del commercio e del turismo, tra i più colpiti dagli effetti della pandemia, nel decreto Sostegni bis sarà previsto un esonero contributivo al 100% anche per i dipendenti di questi due settori che verranno riconfermati dopo la rimozione del blocco e la fine della cassa Covid, attesa nel mese di ottobre. La norma è stata proposta dal ministro del lavoro, Andrea Orlando. «Credo che così come si debba gestire insieme la bella stagione, si debba provare a gestire insieme anche la brutta stagione», ha dichiarato il ministro, «dopo lo sblocco dei licenziamenti avremo sicuramente anche giornate nuvolose, se non scure».
CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ. Un’altra novità riguarda le aziende che registrano un calo del fatturato del 50%, indipendentemente dal settore di appartenenza e che potranno stipulare contratti di solidarietà che porteranno la retribuzione dei dipendenti al 70 per cento, ma dovranno impegnarsi, nell’accordo, a mantenere inalterati i livelli occupazionali.
La misura, che comporta un sacrificio non indifferente per i lavoratori, dovrebbe interessare in particolare le aziende che, dal 30 giugno in assenza di una proroga del divieto di licenziamento, avranno mano libera sulla fuoriuscita dal mercato del lavoro delle maestranze, in caso di crisi o di calo del fatturato.
CONTRATTI DI ESPANSIONE. Infine, sempre con il decreto Sostegni bis che sta per essere approvato, per i contratti di espansione si prevede un abbassamento della soglia da 250 a 100 dipendenti, sia per lo scivolo verso l’uscita, sia per la riduzione dell’orario di lavoro, in una logica che intende premiare le aziende che assumono e sostenere la staffetta generazionale.
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