Siccità, è allarme vendemmia Per i vini bianchi calo del 30%

29 Agosto 2024

Le alte temperature incidono negativamente anche sui raccolti di olio, foraggio e miele Coldiretti pronta a chiedere lo stato di calamità naturale per tamponare l’emergenza

Sarà un'annata difficile per la produzione di vini abruzzesi. La siccità e i fenomeni estremi registrati in estate incideranno – e non poco – sulla vendemmia: Coldiretti stima una riduzione del 30% dei bianchi, poco meno per i rossi. Un allarme che si estende anche ad olio, foraggio e miele. I raccolti risentiranno pesantemente, secondo l'associazione Coltivatori, delle altissime temperature registrate nelle ultime settimane e della scarsità di piogge, che ha reso i terreni aridi e poco fertili con produzioni, in molte aree della regione, azzerate. Gli agricoltori contano i danni.
STATO DI CALAMITà
La situazione è difficile, tanto da indurre la Coldiretti, che sta monitorando la situazione in Abruzzo, a valutare la possibilità di avanzare richiesta dello stato di calamità naturale «per tamponare un’emergenza difficile da fronteggiare». Emergenza che non riguarda solo l’allevamento o i cereali: la produzione di foraggio non permette di soddisfare il fabbisogno e, già a partire da fine anno, per poter sfamare gli animali, gli allevatori dovranno acquistare il fieno da fuori regione. Ma a preoccupare sono anche le produzioni di eccellenza, che incidono sull’economia regionale. Cala di fatto la produzione di uva e, per quanto riguarda il vino, è prevista una riduzione del 30% dei vini bianchi. Non vanno meglio le previsioni per i rossi, come anche per la campagna olivicola che partirà subito dopo la vendemmia. «Sulla raccolta dell’olivo la situazione è critica, ma a macchia di leopardo», evidenzia la Coldiretti Abruzzo, «con un calo stimato, per il momento, del 50-60% della produzione in base agli areali. In alcuni casi la diminuzione dipende dalla scarsa allegagione a causa dell’andamento climatico, in altri è la diretta conseguenza della carenza di piogge e dall'impossibilità di irrigare che hanno portato alla perdita precoce del frutto».
CLIMA IMPAZZITO
«Siamo di fronte ai risultati di un clima anomalo e di una carenza di piogge ormai sempre più consolidata», afferma Roberto Rampazzo, direttore Coldiretti Abruzzo, «ad aggravare gli effetti della siccità c’è anche l’incapacità ad investire su un sistema infrastrutturale in grado di non far disperdere l’acqua e di garantire alle aziende la sopravvivenza. L’acqua ad uso agricolo è un'emergenza esattamente come quella ad uso domestico e deve fare i conti con bollette astronomiche emesse dai consorzi, a fronte di un mancato servizio, con greggi costrette a bere nel fango dei pochi invasi che non sono stati completamente prosciugati e campi che restano a secco». La Coldiretti Abruzzo rileva problemi anche sulla produzione di miele, con almeno il 60% in meno di raccolta condizionata dal caldo e dalla siccità.
LE PROPOSTE
«Una situazione drammatica», sottolinea Pietropaolo Martinelli, presidente di Coldiretti Abruzzo, «dinanzi alla quale la Coldiretti chiederà lo stato di calamità. Rilanciamo, inoltre, la proposta di un piano invasi con pompaggio sul quale sono arrivate le prime risposte nell’ultimo decreto Agricoltura. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile per una rete di bacini di accumulo. I laghetti sarebbero realizzati senza cemento, con pietra locale e con le stesse terre di scavo con cui sono stati preparati, per raccogliere la pioggia e utilizzarla in caso di necessità. L’obiettivo è raddoppiare la raccolta di acqua piovana garantendone la disponibilità per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita idroelettrica, contribuendo anche alla regimazione delle piogge in eccesso e prevenendo il rischio di esondazioni. Fondamentale in tale ottica il recupero degli invasi già presenti sul territorio».
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