Sindaco sotto scacco dei ribelli dietro le manovre c’è Tereo

20 Aprile 2017

MONTESILVANO. Sei consiglieri tengono sotto scacco il sindaco Francesco Maragno. Nelle ultime settimane a creare problemi di numeri al sindaco ci si è messo il nuovo gruppo #Montesilvano2019,...

MONTESILVANO. Sei consiglieri tengono sotto scacco il sindaco Francesco Maragno. Nelle ultime settimane a creare problemi di numeri al sindaco ci si è messo il nuovo gruppo #Montesilvano2019, composto da consiglieri eletti in maggioranza e poi diventati i principali oppositori. Ma chi sono i “ribelli”? Capogruppo è Anthony Aliano, prima ex assessore della giunta Di Mattia e poi uno dei principali detrattori del sindaco di centrosinistra finito sfiduciato. Alle ultime elezioni, Aliano è stato eletto in quota Forza Italia ma ha rappresentato molto presto una delle principali gatte da pelare anche per Maragno. Fa parte del nuovo gruppo anche Manola Musa, ex assessore nella giunta Cordoma, candidata sindaco contro Di Mattia nel 2012 per la coalizione di centrodestra e ormai da mesi una ferma oppositrice dell’attuale sindaco. Tra i dissidenti c’è anche Lorenzo Silli, ex alleato del sindaco Maragno già dai tempi del ballottaggio del 2012 quando, dopo essersi candidato con l’attuale sindaco, al secondo turno passò dalla parte Di Mattia e fu eletto in maggioranza. Dopo pochi mesi, però, Silli scelse di tornare all’opposizione e, insieme ad altri 12 consiglieri, nel febbraio del 2014 decretò la caduta del sindaco di centrosinistra partecipando alla cosiddetta “congiura” di piazza Salotto.

Tra i ribelli anche Claudio Daventura, ex vicesindaco di Cordoma, eletto in quota Forza Italia, e due consiglieri alla prima esperienza a palazzo di città: Stefano Di Blasio, figlio e nipote degli ex sindaci Paolo e Stefano, e Alessandro Pompei, eletto tra le file della lista civica Montesilvano in Comune. Ma ad agire dietro le quinte, tenendo le redini politiche del gruppo, c’è un personaggio noto: è Carlo Tereo de Landerset. Ex assessore del sindaco Cordoma, poi dimissionario, durante l’amministrazione Di Mattia ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio comunale, per poi sfiduciare anche lui il primo cittadino di centrosinistra, passando prima all’opposizione e poi partecipando alla congiura che portò Montesilvano al voto anticipato dopo appena 18 mesi di consiliatura. Ed è proprio a Tereo che ieri l’ex sindaco Attilio Di Mattia ha attribuito le principali responsabilità della breve durata delle amministrazioni di Montesilvano: «Sono 15 anni che Tereo fa il ribelle», ha detto, «Cordoma, Di Mattia e ora Maragno. Credo che sia una delle più grandi sciagure di Montesilvano. Tutta gelosia per il fatto che non è mai stato, e spero mai sarà, sindaco della città che lui dice tanto di amare». (a.l.)

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