Smog alle stelle in mezza città Sforati i limiti per quattro giorni

5 Agosto 2020

Le centraline indicano continui superamenti dei valori anche a Francavilla, Cepagatti e Sant’Eufemia Gli esperti: «Il caldo favorisce la concentrazione di questo gas, anziani e bambini sono i più a rischio»

PESCARA. Torna l’allarme smog a Pescara. Superata l’emergenza polveri sottili registrata nell’inverno scorso, ora il problema è l’ozono. Le centraline dell’Arta, che misurano questo inquinante, continuano a segnalare da diversi giorni superamenti del limite fissato dalla legge per la sicurezza della popolazione. Non solo a Pescara, ma anche a Francavilla, Capagatti e persino a Sant’Eufemia. Per fortuna, i valori si sono abbassati negli ultimi due giorni misurati, ossia il 2 e 3 agosto.
COS’È L’OZONO. Lo sforamento dei limiti riguarda il valore massimo giornaliero misurato sulla media mobile di otto ore. Il valore obiettivo per la protezione della salute umana è fissato dalla legge a 120 microgrammi per metro cubo.
In sostanza, l’ozono è un gas dotato di un elevato potere ossidante, di colore azzurro e dall’odore pungente. «Si forma in atmosfera», spiegano gli esperti, «per effetto di reazioni favorite dalla radiazione solare. Le concentrazioni nei bassi strati dell’atmosfera sono di norma relativamente basse e tali da non creare problemi alla salute umana». «In alcune occasioni, invece», proseguono gli esperti, «si hanno dei fenomeni che portano alla formazione dello smog fotochimico, costituito da una miscela di inquinanti di cui l’ozono è uno dei più importanti».
I DATI DELLE CENTRALINE. La settimana peggiore per lo smog è stata quella tra la fine di luglio e gli inizi di agosto. Le centraline hanno cominciato a segnalare a Pescara superamenti dell’ozono dal 28 luglio. Addirittura dal 27, a Francavilla. Il primo allarme è scattato in via Sacco, nel cuore del quartiere periferico di Villa del Fuoco. Il 29 si sono registrati 125 microgrammi per metro cubo di ozono, contro il limite di legge fissato a 120. La situazione è andata peggiorando nei giorni successivi: il 29 luglio, c’erano 129 microgrammi; il 30, 133. Poi, il 31 luglio, il valore ha toccato il tetto massimo di 120, per poi raggiungere il picco, il primo agosto, di 145.
Un po’ meglio l’andamento dell’ozono registrato dalla centralina che si trova nelle vicinanze del teatro D’Annunzio, sul lungomare di Porta Nuova. L’inquinante è cominciato a salire dal 27 luglio, per poi arrivare ai 128 microgrammi il 30 luglio e ai 132 il primo agosto.
Ma la maglia nera per l’ozono elevato spetta a Francavilla, dove per sei giorni consecutivi ci sono stati superamenti. Il 27 luglio sono stati segnalati 122 microgrammi; il 28, 132; il 29, 126; il 30, 154; il 31, 133. Il record è stato raggiunto il primo agosto, con 156 microgrammi.
Sforamenti sono stati indicati anche dalle centraline che si trovano a Cepagatti e a Sant’Eufemia. A Cepagatti, l’ozono ha superato i limiti dal 28 luglio fino al 4 agosto; a Sant’Eufemia, dal 29 fino al primo.
EFFETTI SULL’UOMO. L’ozono è considerato dagli esperti un inquinante tossico per gli esseri umani. Si tratta di un irritante delle mucose e un’esposizione critica e prolungata può causare tosse e mal di testa e, nei casi più gravi, persino un edema polmonare. Le persone più a rischio sono gli anziani, i bambini, le donne in gravidanza, i malati e chi svolge attività lavorativa o sportiva all’aperto. In situazione di allarme, viene consigliato alle persone sensibili di rimanere a casa.
L’ozono può anche provocare danni all’ambiente. Svolge, infatti, un’azione tossica che può portare ad una riduzione della fotosintesi delle piante fino ad una necrosi delle foglie.
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