Sorrentino, cronista del ’900 nel libro di Fernando Bellafante

9 Marzo 2019

PESCARA. «Quando donna Luisa d’Annunzio diede alla luce “Gabbriele”, il marito Francesco ne ebbe tanta gioia che tutte le porte di casa spalancò al popolo di Pescara e fece spillare molte botti di...

PESCARA. «Quando donna Luisa d’Annunzio diede alla luce “Gabbriele”, il marito Francesco ne ebbe tanta gioia che tutte le porte di casa spalancò al popolo di Pescara e fece spillare molte botti di vino». Così scriveva nel 1913 Verildo Sorrentino sul Giornale d’Italia nei giorni del cinquantesimo anniversario della nascita (12 marzo 1863) del Vate. Di questo letterato e giornalista pescarese del Novecento, sconosciuto ai più, si parlerà oggi alle 17.30 all’auditorium Luisa D’Annunzio di viale Bovio nel corso della presentazione del volume “Verildo Sorrentino. Un’altra Pescara” scritto dal genealogista Fernando Bellafante. Con l’autore interverranno Andrea Lombardinilo, docente universitario, lo storico Enzo Fimiani, la pianista Edmea Marzoli, il maestro Antonio Piovano e Linda Piovano. Modera il giornalista Pasquale Tritapepe, ma, prima, i saluti dello showman Germano D’Aurelio, in arte ’Nduccio.
«Questo libro», spiega Bellafante, «ci consente di far uscire dall’anonimato un personaggio considerato minore ma che in realtà ha contribuito a costruire la storia locale della Pescara di inizio ’900. Sorrentino è stato un letterato, cronista del Giornale d’Italia e scrittore, testimone dello sviluppo economico di Pescara. Il 1910, in particolare, è stato l’anno della costruzione del porto canale e delle inaugurazioni del teatro Michetti, Kursaal (oggi Aurum) e Grand Hotel Pescara». (c.co.)