Sostegni a chi sceglie di vivere in 173 comuni: così la Regione contrasta lo spopolamento

L’AQUILA. Sono 173 i piccoli comuni abruzzesi che potranno ricevere aiuti perché hanno le caratteristiche previste dalla legge regionale del 21 dicembre scorso – misure urgenti per contrastare lo...
L’AQUILA. Sono 173 i piccoli comuni abruzzesi che potranno ricevere aiuti perché hanno le caratteristiche previste dalla legge regionale del 21 dicembre scorso – misure urgenti per contrastare lo spopolamento – ovvero popolazione inferiore a tremila abitanti e un calo demografico superiore a quello della media regionale nell’arco degli ultimi 5 anni (oppure con una popolazione inferiore a 200 abitanti).
L’elenco è stato approvato dalla giunta regionale. Si va da Acciano a Vittorito per la provincia dell’Aquila, passando per Arsita e Valle Castellana nel Teramano, fino alle province di Chieti e Pescara, dove troviamo Abbateggio, Villa Celiera, Archi e Fallo, soltanto per citarne alcuni.
Aquilano, Marsica, Valle Peligna e Alto Sangro sono i territori che comprendono il maggior numero di piccoli comuni a rischio spopolamento, una settantina in totale.
La legge prevede un assegno di natalità quale misura specifica di sostegno per favorire l’incremento delle nascite e valorizzare la genitorialità nei piccoli comuni di montagna, e un contributo pari a 2.500 euro annui in favore dei nuclei familiari che, entro novanta giorni dall’accoglimento della domanda, si impegnano a trasferire la propria residenza in un piccolo comune montano e a mantenerla per almeno tre anni.
È previsto uno stanziamento di 1,5 milioni di euro per l’esercizio 2022 e di 1 milione per l’anno seguente. Le famiglie beneficiarie dovranno avere una situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 25.000 euro annui.
«Ringrazio il presidente Marco Marsilio e tutti i colleghi per la sensibilità che dimostrano su una tematica tanto delicata quanto strategica», commenta Guido Liris, assessore alle Aree interne, «considerando che l’entroterra e le piccole comunità sono quelle che custodiscono la biodiversità e una qualità di vita che, come la pandemia dovrebbe averci insegnato, oggi più che mai va ricercata e tutelata. La norma», conclude l’assessore regionale Liris, «prevede che con cadenza annuale si provvederà, con analoga deliberazione, a modificare o a integrare l’elenco dei comuni con le caratteristiche previste dal comma 2 dell’articolo 1 della legge 32, sulla base dei dati Istat definitivi aggiornati».

