Spari sulla riviera, pistola sparita Sotto esame i 6 proiettili trovati

26 Agosto 2024

Caccia all’arma usata da un 28enne per vendicarsi del buttafuori che gli aveva vietato l’ingresso nel locale Oggi l’udienza di convalida a carico di Jhonny Di Pietrantonio: su di lui pende l’accusa di tentato omicidio

PESCARA. Caccia alla pistola che ha sparato, nella notte tra giovedì e venerdì, davanti ad uno stabilimento della riviera nord. Le indagini della squadra Mobile puntano sui rilievi sui bossoli e sui proiettili esplosi dall'arma (sei in totale), per capire se questa sia stata già utilizzata in altre precedenti attività criminali. L’attività investigativa prosegue, quindi, anche per cercare di recuperare e sottrarre l’arma a giri malavitosi della città, da cui sarebbe finita nelle mani del protagonista della notte folle del lungomare.
Questa mattina intanto è prevista l’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per Jhonny Di Pietrantonio, il 28enne che poco prima delle 2 di notte, avrebbe esploso sei colpi con la pistola cercando di colpire il buttafuori del locale che gli aveva, poco prima, negato l’accesso perché in compagnia di una ragazza minorenne. Dopo le indagini e l’abbondante informativa consegnata ai magistrati dagli investigatori, su di lui pende ora l’accusa di tentato omicidio.
L’uomo sarebbe andato via su tutte le furie e minacciando “vendetta”, per poi ripresentarsi, venti minuti dopo, in sella ad uno scooter e con l’arma in pugno: dalla strada avrebbe sparato verso il locale, senza però colpire il suo bersaglio. Nel panico generato dalla sparatoria, due proiettili vaganti hanno colpito di striscio due ragazzi all’interno dello stabilimento, ferendoli fortunatamente solo in modo lieve.
Subito dopo gli spari, davanti allo stabilimento della riviera nord si sono vissuti attimi di terrore, con ragazze che piangevano e altri che si erano nascosti dietro le auto in sosta, avendo capito subito la gravità della situazione. È durato tutto pochissimi minuti, ma sono stati interminabili per chi era davanti al locale o stava passando proprio da quelle parti, a piedi o in bici.
Tutti i presenti possono ritenersi fortunati: quei sei colpi sparati ad altezza d’uomo dal 28enne con precedenti avrebbero potuto anche uccidere, o ferire in modo grave delle persone totalmente estranee alla vicenda.
Di Pietrantonio ha fatto perdere subito le proprie tracce, ma nel giro di due ore - grazie al lavoro investigativo degli uomini della squadra Mobile, guidati da Gianluca Di Frischia, che hanno raccolto testimonianze determinanti dalle persone presenti e le immagini del sistema di videosorveglianza della zona - è stato individuato, portato in questura e fermato.
Nel momento della cattura non avrebbe dato nessun cenno di ravvedimento e pentimento per il gesto compiuto davanti ad un locale affollato (e nel pieno del via vai di clienti in una serata da sempre molto frequentata), che avrebbe potuto tramutarsi in una strage. Avrebbe fatto in tempo a cambiarsi gli abiti per cercare di non essere riconoscibile e, soprattutto, a disfarsi della pistola. E su quella adesso si concentrano le attenzioni degli investigatori.
L’obiettivo è dare l’ennesima risposta concreta alla richiesta sempre più urgente della città di sicurezza e ordine pubblico che, in questa estate violenta, Pescara sembra aver smarrito. Una scia di episodi partita dallo scorso mese di maggio, sempre sulla riviera e nei locali della movida, e non ancora interrotta.
Tra coltelli e pistole, droga e risse, sono stati tanti gli episodi che hanno seminato la paura tra i cittadini.
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