Spesa farmaceutica Il blitz di Marsilio vale dieci milioni

Il presidente della Regione ottiene la modifica del payback «Chi sforerà il tetto di spesa pagherà il 50 e non il 75%»
Marco Marsilio porta a casa la modifica del Payback farmaceutico. D'ora in poi, le Regioni che sforeranno il tetto di spesa saranno tenuto a farsi carico del 50% dell'importo. Con la normativa introdotta dal governo di Giuseppe Conte, alcune Regioni erano arrivate a dover contribuire fino al 75% della spesa totale, mentre alcune aveva ricevuto persino più rimborsi della spesa sostenute, realizzando un ingiusto guadagno. Per l'Abruzzo significa ottenere non meno di 10 milioni di euro aggiuntivi. Negli ultimi quattro anni il meccanismo in vigore aveva prodotto, per le casse regionali, mancati introiti per circa 80milioni di euro. La proposta del presidente della Regione Abruzzo è stata approvata nell'ambito della Conferenza delle Regioni. Secondo gli ultimi dati diffusi da Federfarma, l'Abruzzo, insieme alla Basilicata, è l’unica Regione che ha fatto segnare un calo di spesa dello 0,1% grazie anche alla limitazione del numero di pezzi prescrivibili per ricetta.
MODIFICA DEL PAYBACK
Andiamo per ordine e spieghiamo cosa significa Payback farmaceutico: si tratta di un meccanismo per cui, in caso di superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, le Regioni sono chiamate a ripianare l'eccedenza, in base agli importi attribuiti dall'Aifa, l'Agenzia nazionale per il farmaco.
Il presidente Marsilio si è fatto promotore, nelle scorse settimane, di una forte iniziativa politica in seno alla Conferenza delle Regioni per modificare l’attuale meccanismo di ripartizione del Payback farmaceutico, in vigore dalla Finanziaria 2019, «che negli ultimi quattro anni», ha spiegato Marsilio, «ha prodotto evidenti sperequazioni tra le Regioni italiane. È stata, così, ripristinata una modalità di ripartizione più equa e rispettosa della normativa nazionale che regola il cosiddetto Payback farmaceutico, secondo la quale le Regioni che sforano il tetto di spesa saranno adesso tenute a farsi carico del 50% dell'importo». La proposta è stata accolta da tutte le regioni, con il solo voto contrario della Lombardia. Marslio ha ricevuto un plauso collettivo «per aver avuto la capacità di sollevare e affrontare un problema rimasto per troppo tempo accantonato».
A margine della riunione, il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha trasmesso in Conferenza Stato-Regioni il testo della norma approvata, chiedendo al governo di individuare il primo veicolo normativo utile perché entri in vigore rapidamente così da consentire all'Aifa di attuare il riparto dell’anno scorso con i nuovi criteri.
INTROITI AGGIUNTIVI
«Per effetto di questa nuova ripartizione, la Regione Abruzzo riceverà dal Payback farmaceutico non meno di dieci milioni di euro in più rispetto a quanto avrebbe ottenuto con l’attuale normativa», ha spiegato Marsilio, «legge che, in questi quattro anni di vigenza, ha prodotto per l’Abruzzo un mancato incasso di circa 80 milioni complessivi». L'Abruzzo è l'unica regione, insieme alla Basilica, ad aver frenato la spesa farmaceutica con un calo pari allo 0,1%. A fare da bilanciere, la limitazione del numero di pezzi prescrivibili per ricetta che, a fronte di un sensibile incremento del numero delle ricette (+7,5%), ha determinato una forte riduzione del loro valore medio netto (-7,1%). La spesa netta pro-capite resta, invece, superiore alla media nazionale. Nello specifico, quest'anno sono state emesse 11 milioni 648.063 di ricette e 2 milioni 290.330 di ticket, con una spesa netta complessiva 275 milioni 135.362. Il numero di ricette pro-capite è pari a 9,15 con una spesa netta individuale di 216,08 euro e una spesa netta per ricetta di 23,62 euro (-7,1% rispetto al 2023). La media italiana è di 8,18 ricette pro-capite, con un aumento dell'8% rispetto al 2023 e una spese di 209 euro ad utente (+9,25). La spesa netta per ricetta è di 25,54 euro con un aumento dell'1,1% a fronte dell'anno precedente.
MODIFICA DEL PAYBACK
Andiamo per ordine e spieghiamo cosa significa Payback farmaceutico: si tratta di un meccanismo per cui, in caso di superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, le Regioni sono chiamate a ripianare l'eccedenza, in base agli importi attribuiti dall'Aifa, l'Agenzia nazionale per il farmaco.
Il presidente Marsilio si è fatto promotore, nelle scorse settimane, di una forte iniziativa politica in seno alla Conferenza delle Regioni per modificare l’attuale meccanismo di ripartizione del Payback farmaceutico, in vigore dalla Finanziaria 2019, «che negli ultimi quattro anni», ha spiegato Marsilio, «ha prodotto evidenti sperequazioni tra le Regioni italiane. È stata, così, ripristinata una modalità di ripartizione più equa e rispettosa della normativa nazionale che regola il cosiddetto Payback farmaceutico, secondo la quale le Regioni che sforano il tetto di spesa saranno adesso tenute a farsi carico del 50% dell'importo». La proposta è stata accolta da tutte le regioni, con il solo voto contrario della Lombardia. Marslio ha ricevuto un plauso collettivo «per aver avuto la capacità di sollevare e affrontare un problema rimasto per troppo tempo accantonato».
A margine della riunione, il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha trasmesso in Conferenza Stato-Regioni il testo della norma approvata, chiedendo al governo di individuare il primo veicolo normativo utile perché entri in vigore rapidamente così da consentire all'Aifa di attuare il riparto dell’anno scorso con i nuovi criteri.
INTROITI AGGIUNTIVI
«Per effetto di questa nuova ripartizione, la Regione Abruzzo riceverà dal Payback farmaceutico non meno di dieci milioni di euro in più rispetto a quanto avrebbe ottenuto con l’attuale normativa», ha spiegato Marsilio, «legge che, in questi quattro anni di vigenza, ha prodotto per l’Abruzzo un mancato incasso di circa 80 milioni complessivi». L'Abruzzo è l'unica regione, insieme alla Basilica, ad aver frenato la spesa farmaceutica con un calo pari allo 0,1%. A fare da bilanciere, la limitazione del numero di pezzi prescrivibili per ricetta che, a fronte di un sensibile incremento del numero delle ricette (+7,5%), ha determinato una forte riduzione del loro valore medio netto (-7,1%). La spesa netta pro-capite resta, invece, superiore alla media nazionale. Nello specifico, quest'anno sono state emesse 11 milioni 648.063 di ricette e 2 milioni 290.330 di ticket, con una spesa netta complessiva 275 milioni 135.362. Il numero di ricette pro-capite è pari a 9,15 con una spesa netta individuale di 216,08 euro e una spesa netta per ricetta di 23,62 euro (-7,1% rispetto al 2023). La media italiana è di 8,18 ricette pro-capite, con un aumento dell'8% rispetto al 2023 e una spese di 209 euro ad utente (+9,25). La spesa netta per ricetta è di 25,54 euro con un aumento dell'1,1% a fronte dell'anno precedente.

