Spesa, vestiti, affitti e bollette: cresce la povertà delle famiglie

30 Dicembre 2023

Rispetto al 2022, da gennaio a novembre le richieste di aiuto alla Caritas sono aumentate del 20% Il direttore De Dominicis: «In difficoltà anche chi ha il lavoro, sottopagato o con reddito insufficiente» 

PESCARA. C’è sempre più povertà nel territorio pescarese. La fotografia arriva dalla Caritas di Pescara – Penne che è al fianco delle famiglie per aiutarle a far fronte a bisogni quotidiani. I dati elaborati dall’osservatorio Povertà e Risorse dicono che rispetto al 2022 le necessità sono aumentate.
MENSE E DORMITORIO Il numero dei pasti serviti dalle mense di Pescara nella Cittadella dell’accoglienza Giovanni Paolo II e di Montesilvano, nella Casa della solidarietà Madre Teresa di Calcutta, da gennaio a novembre sono stati 73.951, ovvero il 21,3 per cento in più di quelli di tutto il 2022 che ammontavano a 58.221. In aumento anche le persone accolte nel dormitorio della Cittadella dell’accoglienza di Pescara. Nel 2023 (sempre fino a novembre) sono state 243, mentre in tutto il 2022 erano state 180, con un aumento quindi del 26 per cento. Infine, 170 le persone incontrate e intercettate dall’unità di Strada durante le uscite serali.
SPESA E VESTITI Sono aumentate anche le famiglie che hanno trovato sostegno negli empori della solidarietà di Pescara e Montesilvano. Quest’anno sono state 3.348 le spese per beni alimentari, vestiario, prodotti per igiene personale e della casa, materiale di cancelleria e per la scuola, ovvero il +17% rispetto all’intero 2022, con il numero di famiglie passato dalle 370 dell’anno scorso alle 445 di quest’anno.
ALLARME E SOLUZIONI «Il rapporto Caritas Italiana ha un titolo preciso: “Tutto da perdere” e dobbiamo prendere coscienza che se non ci sono interventi puntuali, individuando alcune priorità nella gestione del bene comune abbiamo già perso», commenta il direttore della Caritas, Corrado De Dominicis. «L’aumento delle povertà in tutte le sue forme ci pone davanti al dovere di agire prontamente come società e fare ognuno la nostra parte: dietro queste percentuali, che indicano che qualcosa non funziona a livello di contrasto alle povertà, ci sono persone, famiglie alle quali dobbiamo dare risposte concrete. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma non si può pensare di lavorare solo quando ci sono le emergenze; c’è bisogno di una maggiore concertazione: lavorare con, e non per i poveri, per avere minori disuguaglianze e più giustizia sociale, per esigere i diritti di cui ciascuno è portatore».
richieste di aiuto La Caritas offre anche servizio di ascolto: con 1.540 persone, rispetto alle 1.233 del 2022, la percentuale di incremento è del 20%. Gli utenti si sono rivolti al centro di ascolto diocesano principalmente per problemi legati a bisogni economici, reddito insufficiente, povertà abitativa, povertà educativa minorile, accesso alle cure. Nell’ultimo quadrimestre agosto-novembre sono cresciute del 15% le richieste per pagamenti utenze domestiche e spese alimentari e del 9% per problemi abitativi. «Dai dati elaborati dall’osservatorio Povertà emerge che se non si interviene subito», continua De Dominicis «le sfide del 2023 si intensificheranno anche per il 2024».
casa e lavoro Un primo tema per il direttore riguarda il lavoro. «Non c’è più la dicotomia occupato – disoccupato, ma bisogna considerare il lavoro sottopagato, lo sfruttamento, il reddito insufficiente, o i part time forzati». A questo si aggiunge tutto ciò che si collega alla povertà energetica. «Come rilevato dal report nazionale, sono tanti che non riescono a far fronte alle utenze domestiche, e con la fine del mercato tutelato questo ambito si aggrava». Poi c’è la povertà abitativa, «che oggi è un’emergenza nazionale», prosegue De Dominicis. «Ci sono tante richieste in aumento, non solo di chi non ha una casa, ma anche di chi non ne ha una salubre o adeguata». L’appello che arriva dalla Caritas è rivolto direttamente «ai proprietari di appartamenti sfitti, affinché entrino nell’ottica di questa emergenza sociale e diano una mano ai più fragili».