Stato di agitazione in carcere: «Troppi detenuti, poca polizia»

5 Settembre 2019

PESCARA. La Uil dichiara lo stato di agitazione del personale, all’interno del carcere di Pescara e annuncia che «seguiranno eclatanti manifestazioni di protesta». La decisione del sindacato di...

PESCARA. La Uil dichiara lo stato di agitazione del personale, all’interno del carcere di Pescara e annuncia che «seguiranno eclatanti manifestazioni di protesta». La decisione del sindacato di intraprendere delle rimostranze deriva dalla constatazione di vari problemi. La struttura, annuncia in una nota il vice segretario generale Uil Pa Polizia Penitenziaria Abruzzo, Mauro Nardella, «è sempre più sovraffollato, vengono lanciate dosi di droga all'interno del muro di cinta, un detenuto ha tentato di suicidarsi lanciandosi dal sesto piano, il numero dei detenuti psicotici è sempre più numeroso a fronte di turni dei poliziotti penitenziari massacranti». Nardella parla poi della «carenza di organico» che è «sempre più grave» e delle conseguenze che ne derivano per il personale, come le aggressioni. «Queste», prosegue, «sono solo alcune delle criticità che stanno mettendo in ginocchio il carcere di San Donato, dove il personale più avanti con l’età non viene adeguatamente integrato da nuovi agenti nel momento in cui alcuni vanno in pensione». La Uil dice «basta», sottolineando che esiste il diritto «a lavorare bene e serenamente».
Trattandosi di una situazione «grave», i vertici del sindacato Uil penitenziario abruzzese, con a capo il segretario generale Ruggero Di Giovanni e il suo vice Mauro Nardella, sono pronti a sostenere la vertenza aperta dal segretario provinciale Giuseppe Ferretti. E annunciano che chiederanno di incontrare il Garante dei detenuti appena eletto, Gianmarco Cifaldi, per creare «una forte sinergia, capire il problema e porre un rimedio». Non è accettabile, conclude la Uil, che «un carcere modello stia divenendo sempre più un vulcano pronto ad eruttare».